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Smartphone e Tablet: riciclarli conviene! Ecco come fare

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L’Italia è la seconda nazione manifatturiera del continente. Le sue industrie, per funzionare, utilizzano una quantità impressionante di materie prime, principalmente metalli e minerali, quasi tutti importati dall’estero.

In un contesto del genere, si può ben comprendere come il riciclo possa essere una risposta significativa in termini di impatto ambientale e di risparmio economico. Recuperare minerali essenziali dallo scarto di vecchi prodotti potrebbe infatti evitare di deteriorare in modo irreparabile gli ecosistemi.

Una cosa a cui possiamo contribuire anche noi.

Pensiamo ad esempio ai nostri smartphone, tablet o altri dispositivi elettronici che, non funzionando più, teniamo sepolti nei cassetti da secoli.

Si stima che siano almeno 120 milioni gli apparecchi non funzionanti, conservati nelle nostre case.  Un vero e proprio tesoro sprecato.

Basti pensare, infatti, che un semplice cellulare contiene rame, ferro, argento, oro, palladio, plastica e altri elementi preziosi come cadmio, cobalto, rutenio.

È vero, si tratta di materiali altamente inquinanti, ma anche di materiali preziosi per l’industria. Pensate che il tasso di riciclo di un cellulare è del 96%. Non poco, se si considera, ad esempio, che da 50mila cellulari riciclati è possibile ricavare oltre 1 kg di oro.

Secondo lo studio “E-waste Lab”, condotto da Remedia, in collaborazione con il Politecnico di Milano, se si riuscissero a recuperare tutti i dispositivi mobili inutilizzati, il risparmio sarebbe di più di 190 milioni di euro.

Ci sono diverse possibilità per riciclare il proprio telefonino. La prima, rivolta ai possessori di un iPhone, è quello di consegnare i vecchi modelli in negozio per usufruire di uno sconto sull’acquisto di un altro dispositivo.

Per tutti gli altri, c’è la possibilità di portare i rifiuti, che sono catalogati come R4 dei Raee, negli appositi centri di raccolta.

Non solo. Da febbraio di quest’anno è in vigore il decreto “uno contro zero”, la nuova direttiva europea in termini di rifiuti che prevede la possibilità di smaltire un oggetto vecchio, senza l’obbligo di acquistarne uno nuovo. Obbligati al ritiro sono i centri commerciali o i grandi negozi che superano i 400 metri quadrati. Attenzione: la normativa riguarda solo piccoli elettrodomestici, come telefonini, tablet o stampanti.

Naturalmente, prima di dar via il vostro dispositivo, prestate sempre attenzione a eventuali dati sensibili che sono contenuti all’interno: memoria della rubrica, dei messaggi di testo, cronologia dei siti web e così via. Cancellate tutto quello che avete memorizzato attraverso la funzione “Factory reset”, che cambia in base al dispositivo.

In Italia esistono anche delle associazioni benefiche che raccolgono cellulari che ancora funzionano, per darli a chi non ha la possibilità di possederne uno. A Milano, ad esempio, la Caritas organizza il servizio DonaPhone.

Queste sono solo alcune delle soluzioni possibili per riciclare i cellulari qui in Italia, nella speranza che presto, anche da noi, vengano installati dispositivi come gli ecoATM presenti in America, che danno soldi in cambio di vecchi cellulari.