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Permacultura a modo mio

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Mi chiamo ReVivo, ho 29 anni, vivo in Toscana e lavoro nell’edilizia. Ho iniziato ad avvicinarmi alla permacultura qualche anno fa per curiosità.

Infatti a 24 anni comprai un piccolo manuale “Permacultura per tutti” il quale mi aprì un mondo davvero affascinante, un mondo dove l’essere umano non sfrutta più Madre Terra ma ci convive e la Ama.

Affascinato dal mondo dell’autosufficienza alimentare ed energetica, ad un mondo migliore ed ecosostenibile, la permacultura entrava in risonanza con argomenti che già amavo e avevo a cuore da tempo, così sfruttai il fatto che dietro casa in cui abitavo, avevo 30mq di terra disponibili per poter realizzare un piccolo orto.

Così mi decisi a sperimentare una tecnica usata in permacultura e cioè le aiuole rialzate o bancali. 

Le aiuole di solito vengono realizzate con la terra stessa del terreno che lavorata e tritata viene poi modellata formando delle collinette, io invece le realizzai con delle vecchie tavole di legno riciclate perché non avevo i mezzi per poter lavorare la terra.

L’altezza minima di un aiuola lateralmente deve essere di 30cm mentre nella parte centrale 60cm, mentre la larghezza deve essere almeno 1mt, questo per assicurare lo spazio necessario alle varie piantine e perché in seguito la terra tende un po’ a scendere per via della pioggia.

Una volta assemblate le tavole con una forma a piacere entrai all’interno delle aiuole e perforai il terreno con un forcone in modo da smuovere la terra evitando il rovesciamento e per far si che l’acqua potesse defluire meglio.

Dopo questa prima lavorazione restava solo da riempire le aiuole

Nella base interna dell’aiuola e cioè direttamente sull’erba posai dei vecchi lenzuoli in cotone in modo da fermare le piante infestanti, anche i cartoni riciclati vanno benissimo, in seguito inserii 5/10cm di sabbia per drenare meglio l’acqua in eccesso, poi ho inserito dei tronchi e dei pezzi di legno in fase di decomposizione ed infine ricoprii il tutto con un mix di terra riciclata, sabbia e letame di cavallo.

Il letame fu una scelta per far avere subito un avvio decisivo per piante come pomodori che hanno bisogno di tanti nutrienti, dopo un po’ di tempo il letame cesserà di rilasciare nutrienti e così entrano in gioco i legni in decomposizione posizionati precedentemente nell’aiuola rendendola fertile per un po’ di anni.

Appena finii di riempire le aiuole con la terra riciclata venne la volta della pacciamatura.

La Pacciamatura è l’ultimo tassello importantissimo del substrato. E’ in poche parole la coperta della terra e serve a fermare le piante infestanti, grazie al blocco dei raggi solari, in seguito degradandosi nel tempo rilascia sostanze nutritive e grazie ad un effetto ”cappotto” coibenta e protegge la terra dal freddo, dal caldo e dalle intemperie, aiutando a creare un humus perfetto.

Le Aiuole così furono pronte per essere adornate di ortaggi e fiori e risultati furono davvero straordinari…

Vorrei ora ringraziare in modo particolare tutte le persone che non hanno mai smesso di sognare in futuro sostenibile e rispettoso tra esseri viventi, ma sopratutto quelle persone che in qualche modo, oltre il sognare, danno un esempio pratico di come possiamo davvero cambiare le cose. Se volete saperne di più su di me, cercatemi su Facebook alla pagina: https://www.facebook.com/ReVivoItalia/ Nel prossimo appuntamento parleremo di Food Forest… a presto da Revivo!

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