Cartapesta: una tecnica da non sottovalutare

Spesso i genitori non hanno le idee ben chiare su come sviluppare la manualità dei propri bambini. Un metodo interessante, con un occhio di riguardo alla sostenibilità del pianeta, ancora più importante in periodo di Pandemia, consiste nel recuperare vecchi giornali. La cartapesta ottenuta potrà essere impiegata per realizzare piccoli oggetti per la casa, e non solo.

Fantasia al lavoro: tutto ha inizio da un palloncino!

La fase preparatoria è la medesima indipendentemente dall’oggetto desiderato. Consiste nel gonfiare un palloncino fino a fargli raggiungere le dimensioni volute. Dopo aver ritagliato i fogli in pezzi con lati da 3/5 cm, occorrerà preparare all’interno della bacinella una soluzione composta da colla vinilica e acqua (la quantità di colla sarà pari a metà del dosaggio di acqua). Usare il composto per bagnare ciascun pezzetto di carta, che verrà in seguito incollato sulla superficie del palloncino. Tale fase andrà avanti fino a ricoprire ogni punto. Qualora compaiano alcune grinze, eliminarle passando un pennello sulla carta (quando sarà ancora umida); così facendo aderirà perfettamente al palloncino. Concluse le operazioni attendere almeno 24 ore prima di impiegare quanto ottenuto per creare una moltitudine di soprammobili.

Dai bambini agli adulti: la versatilità della cartapesta

Da un semplice palloncino rivestito di cartapesta è semplice dar vita a soprammobili originali, e oggetti da mostrare in occasioni speciali. Sarà possibile anche realizzare dei giocattoli per i più piccoli. Per Halloween, ad esempio, una buona idea è creare un ragno spaventosamente divertente, lasciando al bimbo il compito di incollare le zampette e dipingerlo di nero. E perché non farsi aiutare nel dipingere dei palloncini ricoperti di cartapesta, avendo così a disposizione delle uova da decorare? Altri consigli? Un vaso in cartapesta e, ricoprendo per metà il palloncino, un contenitore di forma tondeggiante, utile in qualità di portagioie, o come comodo alloggiamento per i telecomandi.

Gufetto in cartapesta

Un bellissimo gufetto in cartapesta? Un pizzico d’impegno e sarà pronto da mostrare con orgoglio nella camera nei bimbi, o in salotto. Disporre sul tavolo da lavoro:

  • carta appallottolata (fogli A4)
  • scotch
  • tessuto in canapa
  • filo di ferro
  • una pigna

Da 3 fogli di carta appallottolata, si ricaverà lo scheletro del gufo. Per formare la testa sarà sufficiente aggregarli con altri 2 fogli, servendosi di un po’ di nastro adesivo, e schiacciarli leggermente. Aggiungere ancora fogli (sempre appallottolati) per avere un corpo a forma di uovo, da attaccare alla testa. Ricoprire con ulteriore carta, quindi bloccare con dello scotch di carta. Saranno le zampe, il rivestimento con tessuto di canapa e scagliette di pigna, oltre a dettagli vari (dal dagli occhi al becco) a far assumere alla figura l’aspetto di un gufo. Prima di dare il via al rivestimento meglio rinforzare la struttura, continuando a utilizzare la cartapesta. Lasciare asciugare la sagoma all’aperto evitando, però, di porla in pieno sole.

Un accorgimento che scongiurerà il rischio di vedere la superficie incresparsi. Per quel che riguarda il rivestimento, è la canapa (meglio ancora se dotata di un certo spessore) a rivelarsi un’ottima scelta. Diluita la colla nell’acqua stenderla su diverse porzioni del tessuto. Questa operazione conferirà maggiore elasticità alla canapa, portandola ad aderire alla forma del corpo. Unire i due lembi sotto la coda e sul dorso, lasciando aperta unicamente la zona in cui andranno inserite le zampe. Ricavate da del filo di ferro, le zampe saranno rivestite con qualche pezzo di nastro di carta, dello spago di iuta, e incollate al corpo creando dei buchi nella parte sottostante. Seguire la medesima procedura (filo di ferro coperto da scotch) per ottenere le ali e il becco.

Con la cartapesta è facile dar vita a lavoretti simpatici e divertenti, magari facendosi aiutare dai bambini. Un noioso e capriccioso pomeriggio domenicale, in questo modo, si trasformerà in un’esperienza unica. Al contempo, recuperare della carta eviterà di produrre nuovi rifiuti. Aggiungendo colla vinilica, qualche pennello e colori a tempera chiunque sarà pronto a entrare in un mondo di fantasia.


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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