Perché si chiama blockhaus

Casa nella natura e cima della Majella: perché si chiama Blockhaus?

La Blockhouse o Blockhaus è una sorta di baita di montagna, fatta quasi interamente in legno. Non solo. È anche una cima del massiccio della Majella, sull’appennino, in provincia di Chieti. Ancora: è una fortificazione a uso militare. Ma la Blockhaus è conosciuta per lo più come una costruzione in legno, pienamente integrata con la natura. Ecco perché si chiama Blockhaus, qual è la sua storia e perché sulla Majella esiste una cima che porta questo nome.

Che cos’è una blockhouse o blockhaus

La blockhouse o blockhaus è un tipo di abitazione con pianta rettangolare, costruita in legno, che sin dai tempi più remoti è stata costruita dalle popolazioni sedentarie delle zone temperate e fredde dell’Eurasia. In alcune aree, è tuttora adoperata come abitazione.

La tecnica di costruzione di una Blockhouse sfrutta una struttura in legno massiccio di piccole dimensioni, con mura alte. Per la sua realizzazione, vengono adoperati dei tronchi, anche appena lavorati, sovrapposti e fissati tra di loro.

Si tratta di una tecnica che consente di realizzare delle abitazioni in piena armonia con la natura circostante. È infatti la soluzione ideale per una casa in montagna o dei bungalow, capaci di creare un perfetto isolamento termico, solidità e risparmio energetico. La blockhouse ha inoltre la peculiarità di creare un ambiente caldo, dal profumo naturale.

Chi alloggia in una costruzione del genere, infatti, vive un’esperienza unica, capace di fargli ritrovare il pieno contatto con la natura.

L’utilizzo del sistema in legno massiccio può essere sfruttato anche per ristrutturare o ammodernare strutture preesistenti.

La soluzione più comune è in genere costruita con elementi a forma squadrata, assemblati tra di loro mediante viti e bulloni. Le fondamenta sono collegate direttamente al calcestruzzo, in modo da avere una struttura più solida e resistente.

Blockhaus case
Costruzione di casa in legno

La versione militare

Il termine Blockhaus è però stato adoperato anche in ambito militare. In questo caso, si fa riferimento a una piccola opera di difesa costruita con tronchi di legno e circondata da un fossato. La sua funzione era quella di proteggere le persone, o il materiale riposto all’interno.

Le prime blockhouse utilizzate per scopo militare risalgono alla guerra d’Indipendenza americana, quindi al 1778.

Le blockhouse sono state adoperate anche durante la prima e la seconda guerra mondiale. A differenza dei bunker, queste strutture in legno erano costruite sopra il livello del suolo.

Perché si chiama Blockhaus?

Ma perché si chiama Blockhaus, a cosa fa riferimento questo termine?

Il termine blockhaus ha origini incerte. Potrebbe derivare dalla parola tedesca blockhaus che significa casa di roccia. Probabilmente, in questo caso, indicherebbe la costruzione militare. C’è chi pensa che la parola sia nata prima, intorno al 1510, per indicare un valico di montagna o un forte isolato che aveva la funzione di bloccare (block) uno sbarco.

Successivamente, intorno agli anni 1690, la parola potrebbe aver preso un falso finale francese, trasformandosi in blockade. Il termine indica la “chiusura di un posto da parte di navi o truppe ostili”.

In ogni caso, la terminologia si riferisce a un qualcosa di solido che impedisce l’accesso.

Perché si chiama Blockhaus anche una cima sulla Majella?

Il termine, però, è presente anche in Italia: una cima della Majella, infatti, porta questo nome.




Verrebbe da chiedersi perché si chiama Blockhaus anche questa cima.

È presto detto. Il termine fu coniato nel XIX secolo, durante la lotta al brigantaggio, da un comandante di origine austriaca, di istanza sulla Majella. Qui, in una delle cime, era costruito un fortino in pietra che aveva come finalità quella di frenare l’avanzata dei briganti.

Oggi non ne resta nulla, tranne la base di pietra. La struttura, con planimetria rettangolare, fu costruita nel 1863. Presso la cima della Majella si trova inoltre un’importante testimonianza della Banda della Majella: la scritta incisa sulla “Tavola dei Briganti”.

Il blockhaus fu successivamente adoperato durante la seconda guerra mondiale, come punto militare dei nazisti.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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