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Bioedilizia: il palazzo fatto di alghe che produce energia

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Il 25 aprile scorso, ad Amburgo, è stata inaugurata la Biq House, il primo edificio al mondo realizzato con le alghe. Il progetto è stato pensato e portato avanti da un team di ingegneri e designer di Arup, in collaborazione con Ssc (Strategic science consult).

Nel dettaglio, la Biq House è un edificio rivestito con 129 pannelli verticali a base di “bioreattori”. Un totale di 200 mq di superficie, ricoperti da strutture alimentate da micro-alghe. I pannelli hanno la funzione di isolare l’edificio, attraverso un sistema di coibentazione naturale, proteggendolo dall’azione degli agenti chimico-atmosferici ma non solo: la struttura, infatti, è in grado di generare energia attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana.

Questi pannelli producono biomassa e di conseguenza bioenergia che viene utilizzata non solo per il riscaldamento, ma anche per isolare acusticamente l’edificio dai rumori esterni.

I 129 pannelli sono costruiti in vetro e al loro interno sono contenute delle micro-alghe che, al contatto con i raggi solari, attivano il processo di fotosintesi clorofilliana. Le alghe si “espandono” in base all’intensità della luce, quindi la loro azione è maggiore durante il periodo estivo. Il vantaggio è che sono in grado di immagazzinare il calore, per creare una sorta di riserva energetica necessaria ad alimentare la struttura durante il periodo più freddo. I pannelli sono controllati da una sorta di centralina ed è proprio lì che viene immagazzinata l’energia solare che, combinata con le alghe, produce, ad esempio, l’acqua calda necessaria alle famiglie che vivono nell’edificio.

In breve, alla base del progetto risiedono dei processi biochimici, necessari per produrre l’energia sufficiente al sostentamento dell’intero palazzo. L’obiettivo di Arup è quello di prevedere la costruzione di edifici sempre più grandi, persino grattacieli, in grado di sostentarsi energicamente da soli, ma anche di respirare e isolarsi da rumori, freddo e agenti atmosferici. Addirittura, l’obiettivo dell’azienda è quello di creare delle strutture capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici per soddisfare le esigenze di chi li abita.

L’edificio costruito ad Amburgo serve da prototipo, un test per comprendere l’efficacia del progetto ma anche la reazione degli abitanti che si trovano al suo interno. La struttura è infatti provvista di 15 unità residenziali, disposte su quattro piani di altezza. Il suo colore è verde, dentro e fuori potremmo dire, per simboleggiare la sua portata ecologica.

Jan Wurm, Research Leader di Arup Europe spiega: “Abbiamo completato le attività di ricerca e allestito il sistema. Ora, potremo finalmente testare sul campo la microalga in una situazione reale. È un test importante e rappresenta un avanzamento tecnologico determinante nell’ambito della progettazione green. Se saremo in grado di dimostrare che la biofacciata può diventare una nuova valida fonte di produzione di energia sostenibile, saremo in grado di trasformare l’ambiente urbano, oltre a fornire agli architetti un nuovo strumento di progettazione e nuova fonte di ispirazione”.

In attesa che vengano forniti i dati derivanti dall’osservazione di questo nucleo abitativo, possiamo solo sperare e sognare i campi di applicazione di una tecnologia simile che potrebbe rivoluzionare la bioedilizia.

(Foto: sito ufficiale Arup www.arup.com)

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