Home Eventi L’industria Agroalimentare incontra l’impronta idrica

L’industria Agroalimentare incontra l’impronta idrica

309
1
CONDIVIDI

Si terrà il prossimo 5 luglio, nella cornice del Parco Scientifico Vega di Venezia, il workshop “L’industria Agroalimentare incontra l’impronta idrica”, un passo verso una maggior tutela delle risorse idriche in Italia.

Un evento importante che intende mettere a confronto gli operatori economici del settore agroalimentare e i massimi esperti mondiali sul tema delle risorse idriche.

Interverrà in collegamento da Londra il Prof. Tony Allan, padre del Water Footprint(impronta idrica): un indicatore che misura consumo diretto, sfruttamento indiretto e inquinamento delle acque.
L’incontro è stato organizzato dal Dipartimento di Green Marketing di AISM (Antonia Santopietro) e dal Consorzio Venezia Ricerche ( Petra Scanferla).
Questi due attori collaborano per promuovere elementi di innovazione nel settore della gestione ambientale sostenibile, da una parte il Dipartimento Green Marketing di AISM che promuove attività ed iniziative a supporto di un nuovo modello manageriale che consenta una crescita d’impresa più rispettosa dell’ambiente, dall’altra il Consorzio Venezia Ricerche, partner del Water Footprint Network, che si occupa invece di ricerca applicata e trasferimento tecnologico con elevate competenze nell’ambito della gestione della risorsa idrica e di innovativi sistemi di depurazione.

Le risorse idriche, un bene comune fondamentale, sono messe a rischio non soltanto dal consumo diretto, ma ancor più dall’alterazione dell’acqua utilizzata nei processi legati all’industria e all’agricoltura e dall’uso così detto indiretto che risulta di gran lunga superiore a quello diretto.

La water footprint (impronta idrica) è un innovativo indicatore del calcolo dell’acqua virtualeche può applicarsi non solo a singoli prodotti, ma a interi processi produttivi. al fine di quantificare l’appropriazione di acqua dolce da parte dell’uomo e valutare i possibili impatti legati al suo utilizzo nella produzione di beni di consumo.

In particolare, è proprio la crescente domanda di cibo e la necessità di un’agricoltura sempre più intensiva a provocare il 70% dei prelievi totali di acqua dolce superficiale e sotterranea, prelievi che portano l’impronta idrica dell’agricoltura ad incidere pesantemente rispetto a quelli determinati dall’industria e dal consumo diretto dei cittadini. L’industria alimentare e la disponibilità di questa risorsa sono dunque profondamente legate.

L’incontro verrà aperto dai saluti del Prof. Franco Giacomazzi – Presidente di AISM – e di Dario Bovo, Direttore del Consorzio Venezia Ricerche. (Programma)

Numerosi i nomi di spicco fra i relatori presenti al Workshop: fra gli altri, Francesca Greco e Marta Antonelli, autrici del libro “L’Acqua che mangiamo”; Philippe Pypaert, dell’UNESCO; il Presidente di Civiltà d’Acqua e Assessore al Comune di Venezia Prof.Pier Franceso Ghetti.
Interverranno anche esponenti del mondo imprenditoriale, come Barilla e Brazzale.

Il Workshop, aperto al pubblico, approfondirà il tema del calcolo dell’impronta idrica per l’industria alimentare italiana e la necessità di adottare un approccio condiviso che consenta di gestire in modo più sostenibile questa risorsa così preziosa, ottimizzando i processi in tutte le fasi della produzione e della commercializzazione degli alimenti.

L’uso dell’impronta idrica rappresenta un incentivo ad un comportamento aziendale più sostenibile, ed un elemento efficace in una strategia comunicativa green oriented, capace di influenzare positivamente la reputazione di un prodotto o servizio.

Sponsorizzano l’evento le aziende Envirobytes e Depuracque

Il workshop si terrà presso il Parco Scientifico e Tecnologico VEGA, Marghera (Ve) – sala conferenze Porta dell’Innovazione.

La partecipazione è gratuita previa registrazione al seguente link. Il numero dei posti è limitato.

Per informazioni contattare la Segreteria AISM a info@aism.org tel 02/863293

1 COMMENTO

  1. sarei venuto molto volentieri, ma sono impossibilitato dalla distanza. e’ senza dubbio l’argomento che prima di ogni altro ci troveremo ad affrontare, spero si diffonda la cultura della protezione idrica, come nei tempi antichi,questo e’ un elemento di vitale importanza ,ma tuttora sottovalutato xche’ dato x scontato come l’aria, nn e’ cosi’- affrontarlo ora e’ un atto lungimirante-

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here