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L’inarrestabile deriva dell’inquinamento globale raccontata da Jeremy Irons nel film “Trashed – Verso Rifiuti Zero”

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Arriva nelle sale italiane il documentario con Jeremy Irons, “Trashed – Verso Rifiuti Zero”, un’importante testimonianza, un film verità che parte in prima visione gratuita, proprio da Napoli.

Jeremy Irons ci conduce attraverso i cinque continenti, mostrando quanto l’inquinamento dell’aria, della terra e degli oceani stia mettendo sempre più in pericolo non solo la salute, ma la stessa esistenza del genere umano. Un film che è un feroce atto d’accusa nei confronti della grande economia mondiale, ma anche un forte incitamento alla lotta e al cambiamento.
Presentato al Festival di Cannes del 2012 lo scioccante documentario di Candida Brady, distribuito in Italia da Cinehall, è uno dei film più importanti sui problemi dell’ecologia e fa parte della Campagna Legge verso Rifiuti Zero 2020.
“C’è bisogno che questo argomento fastidioso sia compreso e condiviso dal maggior numero possibile di comunità in tutto il mondo per promuovere le soluzioni più creative e produttive. E’ qui che i film possono giocare un ruolo importante: educare la società, portando argomenti ‘difficili’ a un pubblico il più ampio possibile”. (Jeremy Irons) “Abbiamo il dovere di rivolgerci alle nuove generazioni distinguendo ‘qualità’ della vita da ‘quantità’ di vita. Speriamo che il film sappia dimostrare come cambiando il modo in cui viviamo le nostre vite saremo in grado di contribuire al nostro benessere e alla sopravvivenza del pianeta”. (Jeremy Irons)
Ogni anno buttiamo via 58 miliardi di bicchieri usa e getta, miliardi di sacchetti di plastica (100 miliardi l’anno nella sola Europa), 200 miliardi di bottiglie di plastica e miliardi di tonnellate di rifiuti domestici, tossici ed elettronici. E la Terra vista dallo spazio rivela il suo volto ‘sporco’ con vaste porzioni della Cina coperte da tonnellate di spazzatura e le acque del fiume Ciliwung, in Indonesia, appena visibili a causa di una marea di plastica che le copre. Dopo aver affrontato un viaggio tra tanti disastri, Jeremy Irons è tuttavia ottimista. Va alla ricerca di soluzioni, incontra persone che hanno cambiato la loro vita e che oggi non producono quasi più nessun rifiuto, cerca di stimolare la legislazione anti-rifiuti, visita un’intera città che ormai è praticamente senza sprechi, scoprendo che il cambiamento non solo è essenziale, ma è già in atto. In due parole: “rifiuti zero”. Utopia? Non tanto, visto che San Francisco ha raggiunto quest’anno l’80% di raccolta differenziata. Secondo i dati del Tellus Institute (“Più posti di lavoro, meno inquinamento: in crescita l’economia di riciclaggio negli Stati Uniti”, 2011), il riciclaggio crea 10-20 volte più posti di lavoro degli inceneritori e con un tasso di riciclaggio inferiore al 33%, le industrie di riciclaggio attualmente forniscono più di 800mila posti di lavoro, mentre un tasso nazionale di riciclaggio del 75% potrebbe creare 1,5 milioni di posti di lavoro. “Vorrei che la gente facesse pressione per ottenere una legislazione capace di ridurre i rifiuti, regolando la produzione di imballaggi, in particolare materie plastiche contenenti tossine non dichiarate, e plastiche utilizzate per imballare alimenti e acqua in bottiglia. Vorrei inoltre che la gente rimuovesse tutti gli imballaggi subito dopo l’acquisto, in modo da spingere il problema indietro, verso i produttori. Vorrei che la gente utilizzasse il suo ingegno per scoprire come si possono ridurre gli sprechi sia a casa che sul posto di lavoro. Vorrei che la gente regalasse per Natale una borsa della spesa in tela ad almeno un’altra persona. E mi piacerebbe che dicessero ai loro amici di andare a vedere Trashed”.

Fonte “http://www.liberoquotidiano.it”

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