FIDANZATI ITALIANI

Fidanzati italiani : nella fase 2 potranno finalmente vedersi dopo il lungo lockdown che li ha messi a dura prova

Dal 4 maggio, da quando inizierà la fase 2, tutti i Giulietta e i Romeo italiani potranno finalmente rivedersi. Si, perché la parola “congiunti”, così tanto cliccata nelle ultime ore, ha trovato la sua pseudo-definizione.

E’ partito tutto dal Dpcm diffuso ieri sera, 26 aprile, dal premier Giuseppe Conte , o meglio dalla sua bozza, che potrebbe essere modificata prima della pubblicazione.

La lettera b dell’articolo 1 recita: “Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative e situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie …”.

FIDANZATI A DISTANZA
Fidanzati a distanza: nella fase 2 potranno rivedersi dopo aver riadattato la loro relazione amorosa per resistere al Coronavirus.

La non chiarezza della parola “congiunti”

Inevitabile che la parola congiunti sia stata la più cliccata tra ieri sera e oggi, alla ricerca di una definizione che consentisse ai fidanzati italiani, dopo il lockdown, di potersi finalmente rivedere.

In realtà una norma, l’articolo 307 comma 4 del codice penale, ci dice bene chi siano i congiunti: “ascendenti, discendenti, coniuge, la parte di una unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, affini nello stesso grado, zii e nipoti”.

Ecco che per gli innamorati d’Italia sembrava proprio non esserci posto sino a quando, pochi minuti fa, Palazzo Chigi, per stroncare ogni polemica su questi famosi congiunti, ha affermato che per congiunti si intendono “parenti e affini, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”.

Come se nulla fosse, dal cilindro del mago sono apparsi anche i fidanzati stabili e gli affetti stabili .

 L’interpretazione del governo ha ora dato una prima risposta ma, nei prossimi giorni, verrà emessa una circolare e verranno aggiornate le risposte alle domande frequenti sul sito governativo. Anche perché le polemiche non sono mica terminate, discutendo sulla disparità di diritti. (pensiamo a compagni, conviventi fidanzati, non legati da alcuna unione civile etero o omosessuale).

L’amore a distanza, vissuto ai tempi del Coronavirus

Ma come i fidanzati italiani si sono attrezzati affinché il loro amore andasse avanti a distanza, con tutte le restrizioni legate al Coronavirus? E con quali ostacoli? La gelosia, il dubbio di un possibile tradimento, il litigio dettato dal non poter chiarire faccia a faccia che amplifica ogni discussione, la mancanza di intimità, la paura che uno dei due partner cada in tentazione ed il rapporto entri in crisi.

I fidanzati italiani si sono attrezzati in ogni modo, con videochiamate, whatsapp, Instagram, per cercare, con la tecnologia, di non intaccare il loro amore, quello che è stato maledettamente e all’improvviso turbato dall’arrivo del Covid-19.

Ecco che la fisicità, i baci, gli abbracci, i gesti fondamentali di un rapporto, persino la tipica frase “meglio dimostrare con i fatti che con le parole”, è stata rivista, opportunisticamente, in “meglio dimostrare con le parole che con i fatti”.

Multe eccessivamente gravose

E poi c’è un altro capitolo su cui non possiamo non soffermarci: le multe eccessivamente gravose comminate agli innamorati. Alcuni esempi? 280 euro di multa ad un fidanzato, spinto dal desiderio assoluto di incontrare la propria fidanzata; 2 verbali da 400 euro l’uno, sia per lui che per lei, fidanzati, che per incontrarsi hanno usato come scusa il fatto che il loro cane fosse scappato e che lo stessero cercando; 400 euro ad un ragazzino, poco più che ventenne che, nel Milanese, ha affermato agli agenti : “E’ Pasqua, sto andando a prendere la mia fidanzata, non si può?”.

Troppe materie fondamentali come questa delle relazioni umane, sono state, lasciate al libero arbitrio delle forze dell’ordine che spesso non hanno usato il buon senso (pensiamo, ad esempio, alla famiglia multata in visita oncologica), causando squilibri, omissioni, bastonate, manganellate, come già più volte successo.

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