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Coronavirus: la bizzarra tesi inglese che parla di mafia cinese in Lombardia

Poiché l’impatto del CoronaVirus (Covid-19) continua a crescere, in nessun luogo d’Europa è stato più colpito dell’Italia, e in particolare del nord Italia.

Con il completo blocco attuato dal governo italiano e le misure ancora più stringenti di queste ore, la vita di tutti i giorni per gli italiani si è arrestata mentre si stanno esaurendo i casi di influenza a Wuhan.

Ciò ha sollevato la questione del perché l’Italia abbia sofferto più di altri paesi fino ad oggi?

AltNewsMedia, un gruppo editoriale inglese ha una teoria su cosa potrebbe esserci dietro.

Molti italiani nel Nord Italia hanno venduto i loro prodotti di pelletteria e aziende tessili alla Cina.

L’Italia ha quindi permesso a 100.000 lavoratori cinesi di Wuhan e Wenzhou di trasferirsi in Italia per lavorare in queste fabbriche, con voli diretti tra Wuhan e il Nord Italia.

Questa continua epidemia quindi è una semplice coincidenza che il Nord Italia è ora il focolaio più preoccupante in Europa per il Covid-19?

Analisi o illazioni?

Gl inglesi, freschi di Brexit, arrivano ad affermare che l’UE ha chiuso un occhio su un gran numero di immigrati cinesi illegali che lavorano nelle fabbriche italiane

La loro insinuazione è che la mafia cinese gestisce fabbriche tessili italiane con decine di migliaia di immigrati clandestini che spediscono merci “made in Italy” in Cina e altrove.

E continua a chiedersi: perché l’UE non ha agito per impedire che gli italiani corrotti si potessero mettere in contatto e fare business con la mafia cinese?

L’intero scenario è un disastro per l’UE e la loro narrativa sulle frontiere aperte, ma in quanto quarta economia più grande dell’UE, l’intera situazione con l’Italia potrebbe accelerare il collasso dell’intero progetto dell’UE.

Perchè le tesi inglesi non reggono

In queste settimane tutti noi hanno letto una marea di informazioni sul Coronavirus e tutte le possibili variabili.

Quello che si evince dagli ultimi studi è che questo virus riesce a mutare velocemente e che però sia stato in Italia da molti mesi: i pazienti lombardi sarebbero già di seconda o terza generazione. Quindi nessun legame con il Covid cinese? Chi può dirlo con precisione, sicuramente non al momento dove la priorità è fermare l’epidemia!

Da quello che abbiamo saputo invece la comunità cinese rientrante in Italia è stata molto ligia e osservante dei divieti, e addirittura ha osservato una autoquarantena collettiva proprio per evitare ogni tipo di contagio. Confermato anche dal fatto che la comunità cinese di Prato all’11 marzo era senza contagi.

Vorremmo fare un’altra riflessione che conferma il fatto che moltissimi sarebbero gli individui già immunizzati in Italia che sono stati asintomatici. La partita di calcio Atalanta – Valencia è stata un occasione di contagio tremenda dove migliaia di persone a contatto purtroppo hanno causato in parte il disastro che stiamo assistendo in questi giorni nella bergamasca. Col senno di poi, quella partita andava sicuramente giocata a porte chiuse.

Un fatto curioso e significativo; dopo quella partita, il 35% dei giocatori del Valencia è risultato positivo al test, mentre i giocatori dell’Atalanta sono in isolamento preventivo ma sinora senza casi positivi. Potrebbe essere la cartina di tornasole che i giocatori già presenti in Italia ( Bergamo ) potessero aver creato gli anticorpi e quindi essere già immuni naturalmente al Coronavirus?


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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