BONUS 600 EURO

1 aprile, al via il bonus da 600 euro per partite Iva e autonomi: requisiti e come inoltrare la domanda

In base a quanto previsto del decreto Cura Italia, dal 1 aprile partite Iva e autonomi potranno richiedere il bonus da 600 euro, prevista per il mese di marzo.

Proprio nella tarda serata di ieri, è arrivata la circolare Inps n°49 del 30 marzo, con cui si prova a mettere fine alla frammentarietà delle informazioni che ha caratterizzato quest’ultimo periodo di emergenza Coronavirus, chiarendo i requisiti per fare la domanda per l’indennità e approfondendo gli aspetti procedurali per la presentazione della domanda.

Requisiti delle categorie interessate al bonus di 600 euro

Per capire quali sono i requisiti per richiedere il bonus di 600 euro, occorre far riferimento agli articoli 27,28 29,30 e 38 del decreto Cura Italia. Analizziamoli in dettaglio.

Articolo 27 decreto Cura Italia

Possono richiedere il bonus professionisti e lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con i seguenti requisiti:

  • partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020
  • titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla data del 23 febbraio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, con il versamento dell’aliquota contributiva in misura pari, per l’anno 2020, al 34,23%, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • la circolare n°49 dell’Inps annovera anche i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo

Alcune precisazioni:

  • l’indennità di 600 euro non concorre alla formazione del reddito
  • per il periodo durante il quale si usufruisce del bonus non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare

Per questa categoria di lavoratori, il limite di spesa complessiva è fissata a 203,4 milioni di euro per il 2020.

Articolo 28 del decreto Cura Italia

L’art 28 individua come beneficiari dell’indennità di 600 euro anche i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago.

L’indennità andrà a favore dei lavoratori iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni.

Sono comprese anche le figure degli imprenditori agricoli professionali iscritti alla Gestione autonoma agricola, nonché i coadiuvanti e i coadiutori artigiani, commercianti e lavoratori agricoli iscritti nelle rispettive gestioni autonome.

Vi è una novità: gli agenti di commercio, inizialmente esclusi, fanno parte anch’essi della platea dei beneficiari.

La conferma arriva dalla modifica delle FAQ del MEF sull’applicazione del decreto Cura Italia, aggiornate al 30 marzo e dalla circolare n°49 dell’Inps che recita: “Tra i beneficiari (individuati dall’articolo 28 del decreto Cura Italia) sono compresi i soggetti obbligatoriamente iscritti alla gestione autonomi commercianti oltre che alla previdenza integrativa obbligatoria presso l‘Enasarco“.

Il limite di spesa che l’Inps non dovrà sforare, pena la fine dei provvedimenti concessori, è di 2.160 milioni per il 2020.

Gli articoli 29, 30 e 31 del decreto Cura Italia

Gli articoli 29,30 e 31 del decreto Cura Italia fanno riferimento alle partite Iva che lavorano nel turismo, nel settore agricolo e nello spettacolo.

Si tratta di altre 3 categorie di lavoratori autonomi per cui tale decreto ha stanziato delle risorse.

Articolo 29 del decreto Cura Italia

Il bonus di 600 euro potrà essere richiesto all’Inps dai lavoratori dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali se:

  • hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e il 17 marzo, data di entrata in vigore del decreto Cura Italia
  • non sono titolari di pensione
  • non sono titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo

Le risorse messe a disposizione dal Governo ammontano a 103,8 milioni di euro per il 2020.

Articolo 30 del decreto Cura Italia

L’art 30 è dedicato agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione che nel 2019 abbiano effettuato 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, con cui si riconosce loro un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità spetta a:

  • operai agricoli a tempo determinato
  • piccoli coloni
  • compartecipanti familiari

Anche per questa categoria valgono le solite regole:

  • assenza di trattamento pensionistico
  • non riconoscimento dell’accredito di contribuzione figurativa
  • nè il diritto all’assegno per il nucleo familiare

Le risorse per tale indennità ammontano a 396 milioni di euro per il 2020.

Articolo 38 del decreto Cura Italia

L’articolo 28, invece, stanzia 48,6 milioni di euro per il 2020 per le indennità riservate ai lavoratori dello spettacolo con i seguenti requisiti:

  • iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019
  • reddito non superiore a 50 mila euro
  • non titolari di pensione
  • non titolari di rapporti di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del Cura Italia
BONUS 600 EURO
Inps: al via dal 1 aprile la domanda per richiedere il bonus mentre il governo pensa ad ulteriori misure a tutela del lavoro sommerso.

Come richiedere il bonus di 600 euro all’Inps

Veniamo al punto cruciale: come richiedere il bonus di 600 euro all’Inps.

La domanda per il bonus di 600 euro va presentata per via telematica, accedendo al sito Inps a partire dal 1 aprile 2020.

Per accedere al sito Inps e compilare la domanda bonus 600 euro, occorre essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

  • PIN dispositivo rilasciato dall’Inps (per alcune attività semplici di consultazione e gestione è sufficiente un PIN ordinario)
  • SPID di livello 2 o superiore
  • Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE)
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
  • PIN semplificato ( vedremo nel corso dell’articolo come richiederlo)

In alternativa al portale web, la circolare n°49 Inps specifica che si può fare domanda per il bonus anche chiamando il contact center integrato:

  • da rete fissa, gratuitamente, al numero verde 803164
  • da cellulare, a pagamento in base al proprio piano tariffario, al numero 06164164

All’operatore si può comunicare solo la prima parte del PIN, quindi anche in questo caso, ci si può avvalere del servizio semplificato.

Come richiedere il PIN semplificato

Le istruzioni su come richiedere il PIN semplificato Inps sono contenute nel messaggio n° 1381 del 26 marzo 2020: basterà la prima parte del codice ricevuto tramite SMS o email per poter fare la domanda, senza aspettare che la seconda parte arrivi per posta.

Ecco il testo: “Una volta ricevute (via SMS o email) le prime 8 cifre del PIN,il cittadino le può immediatamente utilizzare in fase di autenticazione per la compilazione e l’invio della domanda online, per le sole prestazioni sopra indicate. Qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN, è invitato a chiamare il contact center per la validazione della richiesta”.

In arrivo la procedura di emissione del PIN tramite riconoscimento a distanza

L’Inps è prossimo al rilascio di una nuova procedura di emissione del PIN con il riconoscimento a distanza, gestita dal contact center, che consentirà ai cittadini di ottenere, in un unico processo da remoto, un nuovo PIN con funzioni dispositive, senza attendere gli ulteriori 8 caratteri del PIN che, ordinariamente, venivano spediti tramite servizio postale.

Per eventuali chiarimenti sulle modalità di richiesta e gestione del proprio PIN, è possibile consultare la home page del portale www.inps.it, seguendo il percorso “Assistenza” e “Ottenere e gestire il PIN”.

Le domande saranno analizzate in ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento fondi.

Tutto questo perché, presumibilmente, si prevede che il sito Inps, già dalla mezzanotte di stasera, farà fatica a restare operativo per via delle moltissime connessioni contemporanee che arriveranno.

Il consiglio resta quello di presentare la domanda al più presto, sempre rispettando il requisito della regolarità contributiva, indispensabile per ottenere il bonus di 600 euro.

Due importanti novità delle ultime ore

Proroga del bonus e suo aumento a 800 euro per parile

Come anticipato dal viceministro dell’Economia Antonio Misiani, il bonus di 600 euro verrà aumentato a 800 euro ad aprile, seppur con maggiore selettività, per chi perfeziona determinati requisiti.

La misura è volta a sostenere chi ha davvero subito danni notevoli nelle entrate, legati alla sospensione dell’attività causa Covid-19.

Mini-reddito per chi denuncia il lavoro in nero

Il governo,inoltre, sembra aver trovato il modo per aiutare anche chi lavora senza contratto e ciò rappresenterebbe una svolta nel lavoro sommerso.

L’ipotesi al momento è di un bonus di 400 euro per chi possa dimostrare di aver lavorato, anche per brevissimi periodi (1-2 settimane) nell’ultimo biennio senza contratto. Secondo indiscrezioni, il sussidio avrebbe una durata di 2 mesi.

Noi seguiremo dal vivo gli sviluppi del governo in merito a questa delicata situazione che coinvolge interessi delicati e diritti meritevoli di tutela, tenendovi informati.

Procedura nel sito INPS per la richiesta

1.Procurati le credenziali INPS, attraverso i canali online o chiamando il numero verde.

2.Collegati al sito ufficiale dell’INPS.

3.Vai su Accedi a MyInps, inserisci le credenziali personali e Accedi.

4. Cerca lo spazio dedicato al Rimbordo Covid da 600 euro e segui le istruzioni

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