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Ambiente Bio
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Centrali a biomasse: dubbi e potenzialità

by Agnese Tondelli
10 Febbraio 2025
in Energia
0

Le centrali a biomasse sono impianti di produzione di energia che utilizzano diversi materiali di origine biologica, bruciati in apposite centrali termiche. In genere, i materiali utilizzati sono scarti dell’agricoltura, dell’allevamento o dell’industria, come legname, residui agricoli e specie vegetali coltivate per questo scopo.

In linea di principio, l’utilizzo delle centrali a biomasse che sfrutti materiali prodotti a km 0 consente di eliminare i rifiuti derivanti dalle attività umane, generando energia e riducendo la dipendenza dalle fonti fossili.

Eppure i dubbi che ruotano attorno a questo business (perché anche di business si tratta) sono molti.

Una puntata di Report di qualche tempo fa poneva attenzione proprio su alcuni interrogativi inerenti l’effettivo bisogno, in Italia, di costruire centrali a biomasse.

Il servizio, ripreso anche da un articolo de Il Fatto Quotidiano, evidenziava come, con il trascorrere del tempo, il costo dell’energia prodotta dall’utilizzo di questi impianti aumenti, a causa del reperimento del legno per alimentare le centrali. Negli ultimi anni, si legge nell’articolo, le centrali sono sorte come funghi perché, oltre a produrre energia alternativa, esiste tutto un business alimentato in parte dagli incentivi e in parte da un uso speculativo del prodotto che alimenta gli impianti.

Un sistema che danneggerebbe le tasche ma anche la salute di chi vive nei territori interessati, visto che il dilagare di impianti a biomassa avrebbe ripercussioni sull’ambiente e sulle produzioni agricole.

Si legge su Il Fatto: “È stato stimato che per ogni centrale occorrono 5000 viaggi di camion all’anno, concentrati nel periodo estivo, per trasportare il materiale che serve ad alimentarle. Solo nella provincia di Bologna ne sono state costruite 37. La maggior parte dei proprietari sono grandi industriali o finanzieri che per ogni kw di elettricità prodotta ricevono un compenso di 0, 28 centesimi, perciò, più il costo di produzione è basso più aumenta il profitto, causando danni anche all’agricoltura perché si sta abbandonando la produzione di grano per il mais da biomasse che è molto più conveniente. L’agricoltura non è più in funzione dell’alimentazione umana ma delle centrali”.

Oltre a ciò, le preoccupazioni legate all’eccessivo impiego di centrali a biomasse riguardano anche il rilascio nell’atmosfera di polveri sottili, pericolose per la salute.

Medici, WWF, associazioni ambientaliste da sempre si battono e mettono in guardia sulla pericolosità di queste centrali.

Secondo alcuni studi condotti in campo medico e non solo, i rischi sanitari e ambientali delle attività di queste centrali non consentirebbero di rendere sicuro l’utilizzo degli impianti, soprattutto in merito alle conseguenze stimate sul medio e lungo termine.

Gli impianti produrrebbero:

  • elevate concentrazioni di polveri sottili e ultrasottili prodotte dalla combustione di biomasse in impianti per uso domestico e industriale;
  • la presenza non trascurabile, nelle polveri, di inquinanti organici quali idrocarburi policiclici aromatici e diossine;
  • la presenza di IPA e diossine nelle ceneri e la conseguente problematicità di un uso agricolo di tali ceneri.

Un progetto di centrale a biomasse dovrebbe perciò prima analizzare in maniera attenta il ciclo di vita dell’impianto, valutando le emissioni prodotte durante il trasporto dei combustibili utilizzati e le polveri rilasciate nell’aria nel processo di combustione dei materiali. Quest’ultimo punto è un elemento importante da tenere in conto, al fine di valutare bene l’impatto che macro e micro inquinanti possono avere una volta immessi nell’ambiente.

Sarebbe fondamentale, inoltre, che per ogni concessione fatta, intervenga un legislatore che, censendo il territorio, stabilisca le reali necessità e disponibilità del prodotto a chilometro zero, evitando speculazioni nel settore.

Un controllo maggiore potrebbe inoltre evitare il verificarsi di episodi come quello accaduto a Cavalcaselle, frazione di Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, dove il fumo prodotto dalla vicina centrale a biomasse avrebbe costretto i bambini di una vicina scuola elementare, a sgomberare le aule.

Fonte

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(Foto: 6aprile.it)

Tags: biomasseCentrali a biomasseenergia rinnovabileimpianti biomassepolveri sottilirischi salute
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