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Pirelli e il rispetto dell’ambiente come strategia

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Oggi vogliamo parlare di un’azienda che rappresenta sicuramente il top management italiano, la Pirelli, e del suo rapporto con la sostenibilità aziendale. Siamo venuti a conoscenza di informazioni importanti sulle strategie aziendali che normalmente possono passare in secondo piano se pensiamo ad un’azienda che sviluppa pneumatici e prodotti in gomma.

In Pirelli la gestione delle tematiche ambientali ha un ruolo fondamentale nella strategia di business. In un’ottica di gestione a lungo termine, Pirelli monitora la Carbon Footprint e la Water Footprint della propria intera organizzazione, impegnandosi per una loro progressiva riduzione.

Il Gruppo si è dotato di un sistema di controllo e monitoraggio che consente l’identificazione della materialità degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita del prodotto (dall’estrazione della materia prima, alla produzione fino all’utilizzo dei pneumatici), nonchè gli opportuni piani di azione, avvalendosi della metodologia del Life Cycle Assessment.

Diverse sono le attività che, nelle singole fasi del ciclo di vita, determinano gli impatti ambientali maggiori.
Nel caso dell’approvvigionamento delle materie prime l’impatto maggiore deriva dalla relativa produzione e distribuzione.
In fase di estrazione della gomma naturale dagli alberi della gomma, Pirelli ha un approccio attento e rispettoso dell’ambiente. L’attività, infatti, viene svolta nel pieno rispetto della biodiversità e con tecniche atte a fare riprodurre le piante.

Nel caso della manifattura dei pneumatici l’impatto principale è legato al consumo di energia elettrica e di gas naturale: in particolare è da attribuire alla produzione di questi ultimi la pressione principale in termini di emissioni in atmosfera e di consumo di acqua legate al processo produttivo. Rispetto alla distribuzione dei nuovi pneumatici e al loro utilizzo da parte dei clienti, l’impatto più influente in termini ambientali dell’intero ciclo di vita deriva dalla quota di combustibile consumata dai veicoli per vincere la resistenza al rotolamento. Infine, nell’ultima fase di vita dei pneumatici, l’impatto deriva dall’attività di preparazione dei prodotti per il loro recupero sotto forma di energia o materia prima rigenerata.

La Ricerca e Sviluppo di Pirelli, dove gli investimenti annui pari al 3% sono tra i più elevati del comparto tyre, è impegnata nella scelta di materiali alternativi e processi produttivi migliori per ottenere un prodotto sempre più green senza tralasciare sicurezza e prestazioni.


All’attività tradizionalmente focalizzata sullo sviluppo di nuovi prodotti Premium e alto di gamma si è affiancata la sempre maggior attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale. La leadership nei materiali verdi si costruisce principalmente attraverso la ricerca nei biomateriali e nel riciclo.

Dal 2010 Pirelli è impegnata nella riduzione degli impatti ambientali con obiettivi ambiziosi legati alla riduzione delle emissioni di CO2 e del prelievo specifico di acqua. In questo ambito, Pirelli ha attivato un accordo di sviluppo congiunto con primari fornitori per lo studio di nuovi polimeri in grado di migliorare ulteriormente la resistenza al rotolamento, le prestazioni a basse temperature, le percorrenza chilometrica e la tenuta su strada dei pneumatici.

Pirelli è inoltre attiva in progetti di ricerca per sviluppare una gomma naturale proveniente da fonti differenti rispetto all’albero della gomma. La ricerca è volta a diversificare le possibili fonti di approvvigionamento per diminuire la pressione sulla biodiversità nei paesi produttori e permettere all’azienda di affrontare con maggiore flessibilità l’eventuale scarsità di materie prime. In tale contesto Pirelli sta testando l’impiego della gomma naturale da guayule nella produzione dei pneumatici. Il guayule è un arbusto non destinato all’uso alimentare che richiede poca acqua, nessun pesticida e rappresenta una valida alternativa alla gomma naturale grazie anche alle sue proprietà ipoallergeniche, a differenza della più comune gomma Hevea brasiliensis.

Nell’ambito dei nuovi nanofiller, Pirelli ha iniziato a introdurre industrialmente materiali di origine minerale in parziale sostituzione di Silice precipitata e Nero di Carbonio, con una riduzione dell’impatto ambientale

legato alla produzione delle materie prime superiore al 75% in termini di CO2 e consumo di acqua.

Per quanto riguarda i biomateriali, Pirelli si è focalizzata sulla silice derivante dalla lolla di riso. In Brasile, il gruppo ha sviluppato un processo produttivo in grado di ricavare silice industriale dalla lolla che avviene in modo termicamente autonomo grazie alla combustione della parte carboniosa della stessa: questo processo consente una riduzione di più del 90% del quantitativo di CO2 emesso per chilogrammo di silice rispetto al processo convenzionale che sfrutta, invece, fonti energetiche fossili. Pirelli si è posta l’obiettivo di rifornire il 30% del fabbisogno della produzione del Sud America con la silice derivata da fonti vegetali entro il 2017.

Nel corso degli anni l’impegno a coniugare la performance e il rispetto per l’ambiente si è tradotto in quella che Pirelli definisce green performance”, ovvero una tecnologia che integra gli aspetti legati al rispetto per l’ambiente con le prestazioni e la sicurezza per la persona.