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Mai più vittime della moda

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E’ uscito in questi giorni un nuovo rapporto di Greenpeace International che ha svolto una nuova inchiesta relativa alla pericolosità dei prodotti chimici utilizzati nella produzione di abbigliamento. A seguito della precedente campagna Detox, che ha fatto emergere l’inquinamento tossico degli impianti di produzione tessile e negli scarichi delle acque.

Sono stati acquistati per questa nuova inchiesta 141 capi di abbigliamento, in 29 paesi del mondo; consideriamo che sono stati fabbricati in ben 18 paesi diversi, ma 25 capi risultano di provenienza oscura, nel senso che non si si riesce dall’etichetta a capirne l’origine. Dalle analisi chimiche su 141 capi d’abbigliamento a marchio ZARA, Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blažek, C & A, Diesel, Esprit, Gap, Armani, H & M, Levi, Victoria ‘s Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Vancl, abbiamo scoperto che alcuni sono contaminati da sostanze pericolose.

Dalle analisi è emerso che le sostanze chimiche contenute presentavano alti livelli di sostanze tossiche, ftalati  e nonilfenolo etossilati (NPE).

NPE sono stati trovati in 89 capi di abbigliamento, ma oltre a ciò sono stati trovati anche altri tipi di prodotti chimici industriali potenzialmente pericolosi. Queste sostanze contenute come gli ftalati possono provocare dermatiti, eritemi, problemi di riproduzione, rischio di cancro

Gli alchifenoli, ad esempio, sono tossici per la vita acquatica, persistenti nell’ambiente perché non si degradano facilmente e possono accumularsi negli organismi viventi fino ad arrivare all’uomo attraverso la contaminazione della catena alimentare. La loro somiglianza con gli ormoni estrogeni naturali può interferire con lo sviluppo sessuale di alcuni organismi.

In alcuni capi sono stati rinvenuti coloranti azoici che rilasciano ammine cancerogene. I coloranti azoici rientrano tra i principali coloranti usati nell’industria tessile. Alcuni coloranti azoici, però, si dissociano durante l’uso e rilasciano sostanze chimiche conosciute con il nome di ammine aromatiche. Alcune ammine aromatiche possono causare tumori. L’Unione europea ha messo al bando l’uso di questi coloranti azoici che rilasciano ammine cancerogene nei tessuti e che possono venire a contatto con la pelle dell’uomo.

Greenpeace sottolinea che per i livelli di sostanze chimiche trovati nei vestiti non è noto se costituiscano un rischio diretto per la salute di chi li indossa. Quando vengono rilasciate nell’ambiente, però, queste sostanze possono avere effetti pericolosi sulla salute dell’uomo e di altri organismi.

Come simboli globali, questi marchi di moda hanno la possibilità di lavorare su soluzioni globali per eliminare l’uso di sostanze pericolose, per aiutare le persone e l’ambiente. Tutte queste aziende dovrebbero impegnarsi e attivarsi Zero Scarico di sostanze chimiche pericolose da 1 gennaio 2020. 
Questo impegno deve comprendere programmi ambiziosi che corrispondono l’urgenza della situazione, e che porterà l’eliminazione rapida di tutte le sostanze pericolose. E’ d’obbligo anche mettere informazioni trasparenti sulle sostanze chimiche che i marchi attualmente utilizzano. 

Mentre questi marchi continuano ad utilizzare i nostri corsi d’acqua pubblici, rappresentano una minaccia per l’economia e la salute delle persone, si ha il diritto di sapere quali sostanze chimiche stanno rilasciando.

Le undici sostanze chimiche pericolose da eliminare

Fonte “Greenpeace

Maggiori informazioni le possiamo trovare qui:

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