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Orso marsicano: il re dell’Appennino potrebbe non arrivare al Natale 2018

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L’ orso marsicano, re dell’Appennino, rischia di non arrivare al Natale del prossimo anno. Con lui, altre 15 specie sull’orlo dell’estinzione. L’allarme WWF

Sedici specie, tra cui l’ orso marsicano, potrebbero non vedere il Natale del prossimo anno. È l’allarme lanciato dal WWF nell’ultimo report pubblicato nell’ambito della Campagna di Natale “Wwf is calling”. In questa infografica, realizzata dalla ong, è possibile vedere la mappa degli animali e dei vegetali minacciati:

Orso Marsicano

Una situazione che tocca da vicino anche l’Italia, che può vedere scomparire il suo vecchio re dell’Appennino. Ecco le situazioni più critiche e come intervenire per salvare le specie dall’estinzione.

Quando l’orso marsicano era il re dell’Appennino

Fino a qualche secolo fa, l’ orso marsicano era considerato il re dell’Appennino. Riconosciuto come sottospecie dell’orso bruno nel 1921 dal naturalista molisano Giuseppe Altobello, ne sono rimasti oggi pochissimi esemplari. Tutti relegati solamente sulle montagne abruzzesi.

L’ orso marsicano da solo non può farcela

Già nel 2013, un gruppo di zoologi aveva presentato un appello per salvare l’orso dall’estinzione. Per secoli, infatti, questo mammifero è stato preda ambita durante le battute di caccia. Allora, Corradino Guacci, presidente della Società di storia della fauna spiegava come la ridotta popolazione di orsi fosse esposta a rischi di consanguineità, che contribuivano a indebolire la sottospecie. Oltre, naturalmente, al problema della dispersione che rendeva difficile agli esemplari trovare una compagna.

«Il numero di orsi, pur in presenza di azioni di conservazione, è rimasto immutato dagli anni Ottanta: questo dimostra che la specie da sola non può farcela», concludeva Guacci. Era il 2013. Quattro anni dopo, la situazione è decisamente peggiorata.

Interventi mancati

Allora, si discuteva molto sulla portata del problema. Un problema che, per essere risolto, richiedeva soprattutto interventi per la conservazione dell’habitat naturale. Per il quale, secondo gli zoologi, non era stato fatto tutto il possibile. Tra le azioni necessarie, era previsto anche l’attenuamento dell’impatto del turismo nelle aree a maggiore presenza di questo mammifero. Azioni che, però, richiedevano soldi, risorse e tempo.

Non solo orso marsicano: l’allarme del WWF su altre 15 specie

La situazione dell’ orso marsicano si inserisce all’interno di un contesto molto più ampio. Un contesto che non appare affatto roseo, per la natura e gli animali. La denuncia fatta dal WWF in occasione della Campagna di Natale “Wwf is calling” può aiutarci a capire quanto poco, in Italia e più in generale nel Mondo, si stia facendo per preservare dall’estinzione specie rarissime.

Si va dalla vaquita al leopardo dell’Amur, dal rinoceronte di Sumatra alla tigre e all’orango passando per il lupo rosso, il bradipo pigmeo, il pangolino e il chiurlottello. In tutto, 16 specie potrebbero non arrivare al Natale 2018. Secondo il report del Wwf, solo dal 1970 al 2012, l’uomo ha determinato un calo del 58% dell’abbondanza delle popolazioni di vertebrati terrestri e marini.

Una vera e propria strage. Causata in parte dal bracconaggio, che ha inciso pesantemente sulla popolazione del lupo della Tasmania, dello stambecco dei Pirenei, della tigre caucasica, del rinoceronte nero dell’Africa occidentale e del leopardo di Zanzibar. O del prelievo intensivo o dalla distruzione del loro habitat.

Le specie minacciate in Italia

Ma qual è la situazione attuale in Italia? Oggi, si contano solo poche decine di esemplari dell’ orso marsicano. Ma non è l’unico animale a rischiare l’estinzione. Potrebbero presto non esistere più anche l’aquila del Bonelli (40 coppie), il gipeto (una decina di coppie in Italia, meno di 10.000 in 3 continenti-Asia, Africa-Europa) e la lucertola delle Eolie. 

L’appello del WWF

Davanti a uno scenario del genere, l’uomo ha il dovere di intervenire.

«Le specie su cui si concentra l’attenzione di questo nostro report sono gli ‘ambasciatori’ di un percorso di estinzione che è arrivato, purtroppo, quasi a termine. Se, giustamente, mettiamo tanta cura nel custodire le opere dell’ingegno e creatività umana, perché non impegnarsi per proteggere anche le meraviglie create dalla natura e che rischiano di scomparire per sempre? Ormai sappiamo che la scomparsa anche di una sola specie determina una perdita immensa di informazioni biologiche, di caratteristiche genetiche e di servizi ecologici per tutta l’umanità: se, con l’impegno di tutti, anche attraverso piccoli gesti quotidiani, contribuiremo a mantenere il nostro pianeta ricco di animali, sarà a beneficio di tutti, soprattutto delle generazioni che ancora devono nascere», afferma la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi.

Cosa possiamo fare? Collegandosi al sito ufficiale della campagna “WWF is calling”, è possibile donare comprando regali di Natale e “adottando” un cucciolo: http://natale.wwf.it/

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