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Negozi per animali: stop alla vendita di cani e gatti in California

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Negozi per animali: stop alla vendita di cani e gatti di razza

In California è in corso di approvazione una legge che vieta ai negozi per animali di vendere cani, gatti e conigli. A meno che non siano animali soccorsi. Tutti i dettagli.

La California è a un passo dall’approvare un progetto di civiltà. Per dire basta alle cosiddette “puppy mills”, fabbriche di cuccioli che sfornano in continuazione cani, gatti e conigli di razza, verrà presto approvata una legge che ne limita la vendita. I negozi per animali potranno infatti proporre solo gli esemplari salvati e recuperati dall’abbandono.

Il disegno di legge è in fase di emendamento. Le prossime settimane potrebbero essere decisive per l’approvazione definitiva.

I negozi per animali e le “puppy mills”

Tutto nasce dalla pratica delle cosiddette puppy mills. Si tratta, letteralmente, di fabbriche di cuccioli, in cui le razze più pregiate vengono fatte accoppiare di continuo, in modo tale da aumentare i profitti di chi commercia i poveri animali. Una pratica definita da molti come vero e proprio sfruttamento.

L’avidità dei negozi per animali alimenta la pratica crudele dell’allevamento industriale. Cani e gatti femmina vengono tenuti prigionieri in gabbie di ferro sporche e anguste. L’unico scopo di questi animali è di sfornare cucciolate di cagnolini e gattini, che saranno loro strappati, per poi essere trasportati a centinaia di miglia di distanza e venduti”. Sono le parole di Mimi Bekhechi, della PETA, organizzazione per i diritti degli animali.

Secondo Bekhechi, i provvedimenti di legge come quello in California servono a “riconoscere che gli animali non sono delle merci”. C’è, inoltre, “un collegamento diretto tra questa industria e i milioni di cani e gatti nei rifugi, in giro per il mondo, che vengono sottoposti all’eutanasia, ogni anno”. A causa delle puppy mills, infatti, “non ci sono abbastanza case per tutti loro“.

Negozi per animali: stop alle vendite

Bekhechi si riferiva a un provvedimento che la città di San Francisco aveva adottato nel febbraio scorso per limitare le vendite di cani e gatti di razza nei negozi per animali. Una legge simile è stata già approvata in numerose città americane: Los Angeles, San Diego, Chicago, Philadelphia, Boston e Austin.

La California, però, potrebbe essere il primo stato americano ad adottare il provvedimento. Si tratterebbe di un segnale molto importante per tutto il Paese e tutto il mondo.

Il 30 maggio scorso, l’Assemblea di Stato ha approvato la legge in terza lettura con 55 voti favorevoli, 11 contrari e 14 astenuti. Ora la palla passa al Senato locale per l’approvazione definitiva. Nei giorni scorsi, la Commissione che si sta occupando del ddl ha apportato i primi emendamenti per arrivare a un testo condiviso dalla maggioranza.

A proporre la legge, Patrick O’Donnell, membro dell’Assemblea. “Questo provvedimento uniforma la California ai valori della compassione e del buon senso”, ha dichiarato. Laura Friedman, anche lei membro dell’Assemblea, ha dichiarato che dopo l’approvazione di un’ordinanza simile nella sua città, Glendale, i negozi per animali non hanno protestato e il numero di cuccioli non voluti è calato drasticamente.

Di parere diverso, alcuni negozianti californiani. Così come i membri dell’Assemblea che hanno votato no alla legge. David Salinas, proprietario di 4 negozi a San Diego, se la prende con gli animalisti:



Dicono che tutti gli allevamenti commerciali sono fabbriche di cuccioli. Ma non è così. Non dovrebbero forzare in questo modo le proprie idee“, ha dichiarato.

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