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Naoto Matsumura l’uomo rimasto a Fukushima per proteggere gli animali

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Il disastro avvenuto a Fukushima tre anni fa ha segnato la vita di molte persone. Era l’11 marzo del 2011 quando un terremoto, seguito da tsunami, ha causando il più grave incidente nucleare dopo Chernobyl.

Più di 200.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case a causa delle radiazioni emesse dai reattori danneggiati.

A distanza di tre anni, la centrale colpita versa ancora in una situazione precaria dal momento che i tre reattori hanno il nucleo parzialmente fuso e continuano a rilasciare radiazioni in aria e mare; per il de commissariamento, poi, ci vorranno tra i 30 e i 40 anni.

Eppure in un contesto del genere c’è un uomo che ha deciso di restare, sfidando la malattia, sfidando la morte e la solitudine, per amore della sua terra e dei suoi animali.

Il suo nome è Naoto Matsumura, “Le dernier homme de Fukushima” così come è descritto nel libro del fotoreporter Antonio Pagnotta che ha raccontato la sua storia.

Questo agricoltore cinquantenne ha deciso di rientrare nella Prefettura di Fukushima, ora completamente desolata, per non abbandonare i suoi animali e la sua terra.

Vive così, completamente solo, sotto costante controllo medico. Eppure è felice e fa il giro del mondo per raccontare a tutti la sua esperienza, come conduce la sua vita e perché ha deciso di non abbandonare al loro destino gli animali che sono stati lasciati soli, dopo il disastro di quella zona.

Numerose associazioni animaliste all’epoca hanno fatto pressione sul governo giapponese per tentare di salvare anche gli animali. Le autorità si sono rifiutate, ritenendo l’operazione di salvataggio troppo rischiosa. Così, agli animali che nel frattempo le associazioni animaliste non sono riuscite a mettere in salvo ci pensa lui, Naoto.

È proprio lì, a Tomioka, a 13 km di distanza dal centro, dove c’è solo una città fantasma, cimitero ricoperto di carcasse di animali, che Naoto Matsumura ha la sua fattoria, dove ospita cani, struzzi, gatti e mucche.

Naoto si è rifiutato di abbandonare o uccidere i propri animali “solo perché vivono qui”, afferma lui. Così, è diventato il loro eroe, mostrando una compassione che, spesso, le persone non hanno nemmeno per i propri simili.

Dopo gli esami clinici per misurare i livelli di contaminazione, il suo organismo è risultato «completamente contaminato». Ma, nonostante la diagnosi, quest’uomo testardo ha dichiarato e deciso di volere seguire da vicino le opere di bonifica commissionate dal governo.

Due anni fa, intervistato dalla CNN, Matsumura raccontava: “Dobbiamo decontaminare quest’area o questa città morirà. Io rimarrò qui per essere sicuro che questo venga fatto e perché voglio morire dove sono nato”.

Le bonifiche intorno all’area contaminata nel frattempo procedono a rilento: si pensa che potrebbero essere necessari fino a 40 anni per ripulire il disastro di Fukushima. Intanto i segni della catastrofe continuano a essere chiari, nell’ambiente, ma anche nella mente e nel corpo di chi ha perso tutto e ha preferito andare via anziché morire.

(Foto: ledernierhommedefukushimaafessenheim.com)

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