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Maltrattamento animali e violenza sessuale: veterinario condannato a 3 anni

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Maltrattamento animali e violenze sessuali ai danni di lavoratrici: sono queste le accuse che hanno portato alla condanna definitiva di un ex veterinario (radiato dall’albo dopo la sentenza di primo grado). Le violenze che l’uomo perpetrava sulle piccole creature erano di una brutalità inaudita.

Dopo una vicenda giudiziaria che parte nel 2012, nei giorni scorsi è arrivata la sentenza definitiva della Cassazione: 3 anni e un mese di reclusione. Abbiamo ricostruito la vicenda che offre anche uno spunto di riflessione su come i diritti degli animali siano ancora lontani dall’essere effettivamente garantiti, in Italia.

Maltrattamento animali: la vicenda del veterinario pavese

Aveva due ambulatori, uno a Santa Maria della Versa, in provincia di Pavia, l’altro a Borgonovo Val Tidone, a Piacenza. Lui era residente a Stradella, sempre in provincia di Pavia. E si racconta che in questi due presidi, che sarebbero dovuti essere luoghi di cura, accadevano fatti inenarrabili per violenza e crudeltà. Lo racconta la Lav, la Lega antivivisezione (saltate questo paragrafo se siete facilmente impressionabili):

«Privazione di acqua e cibo a cani e gatti in degenza, mancata somministrazione di antidolorifici ad animali sofferenti, interventi chirurgici con dosi di anestesia insufficienti, gatti presi a calci e lanciati contro il muro, cuccioli di cane e gatto uccisi dentro sacchetti della spazzatura, animali malati terminali chiusi direttamente nel congelatore, un gatto ucciso a colpi di martello».

Insomma, parlare di maltrattamento animali è poco per questo genere di barbarie. La vicenda giudiziaria inizia nel 2012: a maggio il veterinario viene arrestato per i fatti accaduti e, pare, anche per violenze sessuali ai danni di ex dipendenti donne. Dopo un periodo ai domiciliari, viene rimesso in libertà, ma con obbligo di firma. A novembre inizia il processo di primo grado, presso il tribunale di Voghera. Insieme all’arresto, arriva anche la sospensione dall’Ordine dei Veterinari, ad ottobre.

Ma lui se ne infischia e continua a operare negli ambulatori. Per questa ragione, Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia, sensibile ai diritti degli animali, va a girare un servizio su di lui. Il veterinario avrebbe poi aggredito la troupe, rendendo inutilizzabili le riprese, per via della distruzione delle telecamere. Ed è così che la vicenda arriva sotto i riflettori dei media nazionali.

La radiazione e la condanna definitiva

Dopo la condanna in primo grado, arriva anche l’istanza di radiazione. Presentata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Pavia nel luglio 2014, è stata decretatadalla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie presso il Ministero della Salute. A giugno 2015, il veterinario viene cancellato per sempre dall’Albo.

A febbraio 2017 si arriva a una sentenza di secondo grado, emessa dalla Corte d’Appello di Milano, sempre a sfavore dell’ormai ex veterinario. Nei giorni scorsi, la condanna definitiva: la Cassazione conferma le accuse. La pena complessiva inflitta all’uomo è di tre anni e un mese di reclusione. Nel dettaglio: un anno e tre mesi per maltrattamento animali e un anno e dieci mesi per maltrattamenti e molestie sessuali.

Maltrattamento animali, Lav: “Pene inadeguate”

L’ex veterinario dovrà inoltre risarcire le parti civili costituite nel processo, tra cui proprio la Lega antivivisezione, difesa dall’avvocato Patricia Fischioni, del foro di Roma.

La LAV si dichiara soddisfatta, ma molto resta ancora da fare sul fronte della lotta al maltrattamento animali in Italia. Lo spiega Ilaria Innocenti, responsabile dell’area animali domestici della Lega:

«Sebbene le pene per chi maltratta e uccide animali siano inadeguate alla gravità dei reati e ne chiediamo l’inasprimento, la conferma di questa condanna non può che vederci soddisfatti.Ci auguriamo che tutti gli Ordini dei Medici Veterinari seguano il positivo esempio di quello di Pavia che ha dimostrato attenzione alla rispettabilità della professione, alla correttezza degli iscritti e alla tutela degli animali».

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