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L’india vieta i test cosmetici sugli animali

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L’India dice no ai test di sperimentazione animale per i prodotti cosmetici. La notizia è stata diffusa in questi giorni dal Drug Controller General of India (DCGI), il dottor GN Singh.

La decisione arriva a seguito di un’intensa campagna portata avanti dalla PETA India e dalle altre associazioni animaliste che hanno potuto contare sull’appoggio di personaggi di spicco come il Presidente del Congresso, Sonia Gandhi, e diversi politici nazionali. Non solo, sembra che la campagna sia anche stata appoggiata  da importanti multinazionali come The Body Shop, Lush e altre società cosmetiche indiane.

Un movimento congiunto che ha fatto registrare un’importante vittoria in termini di diritti per gli animali: l’India, infatti, sarà il primo paese asiatico ad aver bandito i test cosmetici.

La notizia è stata accolta con gioia da tutte le associazioni che stanno combattendo nel mondo per evitare crudeli test sugli animali. Così, il dottor Chaitanya Koduri, consulente scientifico di PETA India, ha commentato l’avvenimento: “La fine in India di crudeli e inaffidabili test cosmetici sugli animali è una vittoria per gli animali e per la scienza”.

Ricordiamo che durante i test cosmetici, agli animali vengono inflitte inutili e crudeli torture: le sostanze chimiche, ad esempio, vengono strofinate su pelle e occhi o fatte ingerire in enormi quantità. Il tutto senza anestesia. Alla fine dei test gli animali vengono eliminati in genere per asfissia, rottura del collo o decapitazione.

Secondo l’India Today , il Bureau of Indian Standards ha votato all’unanimità la legge per bandire la sperimentazione animale per i prodotti cosmetici. E per fare in modo che nessun test su animali fosse più perpetrato nonostante la modifica dei requisiti di legge, l’Ufficio di presidenza ha ordinato che divenisse obbligatorio l’uso di metodi alternativi alla sperimentazione animale.

L’annuncio del DCGI arriva sulla scia dei precedenti divieti adottati sia dall’Unione europea che da Israele. A differenza dell’India, però, Israele ha vietato anche la sperimentazione di prodotti per la casa e dei loro ingredienti, nonché la vendita dei prodotti testati su animali, provenienti anche da altri paesi.

È questo, infatti, l’ultimo tassello che manca all’India: imporre il divieto dell’importazione e della vendita di prodotti esteri che non hanno aderito alla politica di cruelty free.

Baijayant “Jay” Panda, membro del Parlamento indiano, ha infatti affermato: “Questo è un grande giorno per l’India e per le migliaia di animali che non dovranno più soffrire, ma ancora altro lavoro deve essere compiuto. Il nostro governo deve fare un ulteriore passo, mettendo al bando i prodotti cosmetici che vengono testati sugli animali all’estero e poi importati e venduti qui in India. Solo allora l’India dimostrerà il suo impegno per la compassione e metodi di ricerca moderni, non basati sugli animali, ed essere veramente cruelty free”.

Fonti articolo:

(Foto: Linda Bartlett)

3 COMMENTI

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