La Lav avverte: per Natale non fatevi travolgere dalla moda Dudù

In questi giorni si è davvero fatto un gran parlare di lui: c’è chi si è preoccupato delle sue condizioni fisiche, chi di quelle psichiche, chi si è dato da fare per “paparazzarlo” con i grandi della politica internazionale e chi si è limitato a chiedersi come possa essere la sua giornata tipo. Stiamo parlando di Dudù, il cane più famoso di questi ultimi mesi.

Il discorso in verità è meno divertente di quanto si possa pensare e richiama, soprattutto in questo particolare periodo, i pericoli che nascono dal seguire disperatamente una moda passeggera.

L’ha fatto notare il presidente della Lega antivivisezione (Lav), Gianluca Felicetti: “Le mode che possono essere lanciate da un cane “celebre” come Dudù fanno male agli animali. L’innamoramento vero o presunto sulla base di un’emozione ha precedenti illustri: dal boom di Lassie e Rin Tin Tin negli anni ’70, a quello di Labrador per la pubblicità di una carta igienica, fino ai Dalmata della “Carica dei 101”. Tutti fenomeni che non hanno fatto assolutamente il bene degli animali”.

Il fondamento di queste parole è da ritrovarsi nel boom di acquisti di barboncini registrato in questi ultimi mesi: una crescita del 20%, stando a quanto riportato dalle agenzie di stampa.

Secondo la titolare di uno degli allevamenti presenti a Roma, il motivo del boom sarebbe stato proprio il traino mediatico del cane berlusconiano, che “ha portato alla ribalta le qualità di questa razza e gli effetti positivi che questi cagnolini hanno sulle persone, soprattutto bambini e anziani”.

Ferretti mette in guardia dalle mode che seguono le scie del clamore mediatico e che hanno incentivato l’acquisto degli animali.

“Tra le altre cose – aggiunge Felicetti – queste mode hanno incentivato l’acquisto degli animali, che è il primo modo per rendere un essere vivente un oggetto fin dall’inizio del proprio rapporto con lui. E questo è paradossale perché ci sono tanti cagnolini simili a Dudù che aspettano una famiglia nei canili o nei rifugi delle associazioni animaliste. Basterebbe recarsi in visita in una di queste strutture e non fermarsi davanti alla vetrina di un negozio o in un allevamento».

Molto meglio, dunque, anziché acquistare un animale di razza, dare una casa a chi non ce l’ha, mantenendo fermo il principio che l’ingresso di un animale in una famiglia è molto più di un semplice regalo natalizio. Un’adozione deve essere un’azione consapevole e responsabile, dove il cane diventa parte integrante della famiglia e il proprietario abbraccia tutti quelli che sono i suoi diritti, ma soprattutto i suoi doveri.

Un regalo ancora più bello sarebbe fare nostro uno dei consigli dati da Felicetti: sotto l’albero, invece di mettere un “giocattolo” di cui forse qualcuno si potrebbe stancare, potremmo decidere di mettere degli aiuti a chi aiuta gli animali a trovare una famiglia.

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(Foto: Cayce)

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Agnese Tondelli

La mia passione è sempre stata l'arte di creare con poco, e di riutilizzare le risorse per formare oggetti di nuova utilità. Per questo troverete numerosi articoli che riguardano il riciclo creativo e piccoli tutorial su come svolgere piccoli e grandi lavori domestici. Sono anche una mamma premurosa e mi piace dare dei consigli per vivere questo aspetto della nostra vita nel modo più naturale e sicuro possibile.

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