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India: al bando corse e gare crudeli con i buoi

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Bandite le corse degli animali in India

India: prima vittoria storica per i diritti degli animali. Al bando le corse dei tori

Mercoledì 7 maggio, la Corte Suprema Indiana ha emesso una sentenza storica a favore dell’organizzazione PETA India e dell’organismo di governo del  Welfare Board Animal of India (AWBI). La sentenza, però, è soprattutto a favore degli animali. L’India ha infatti messo al bando tutte le corse con carri trainati da giovani tori. Come il controverso festival “Jallikattu” e tutte le forme di corride o di attività che prevedono l’utilizzo di questi animali. Ha inoltre bocciato una proposta del governo centrale che consentiVA l’uso dei tori modificando l’elenco degli animali vietati per l’addestramento per gli spettacoli.

Jallikattu: la crudele corsa dei giovani tori

Il Jallikattu è un festival annuale in cui migliaia di uomini inseguono dei giovani tori, per afferrarli per la coda o per le corna.

Contro questa e altre attività, PETA ha condotto un’aspra battaglia. Ha evidenziato, infatti, come gli animali siano soggetti a soprusi. Terrorizzati, vengono volutamente disorientati, presi a pugni e trascinati a terra. Durante alcune gare, vengono addirittura colpiti con bastoni chiodati.

Ciò che ha portato a questa decisione è stata la presentazione di quattro casi per violenze e crudeltà sui buoi usati nelle corse. I casi erano stati denunciati nel 2012.

Il portavoce di PETA ha dichiarato alla stampa: “Questa è una vittoria storica per gli animali in India. Anno dopo anno, gli orientamenti giudiziari o le leggi sono state violate durante le gare jallikattu e innumerevoli tori e le persone sono rimasti gravemente feriti o morti”.

Le corse erano state già vietate nel 2008

La Corte Suprema aveva infatti già vietato la pratica nel gennaio 2008. Quattro giorni dopo, ha cambiato la sua sentenza. La giustificazione? Che questo tipo di sport poteva essere consentito dettando e rispettando particolari linee guida.

A quel punto, il governo dello Stato, che aveva presentato ricorso contro il divieto affermando che avrebbe ferito i sentimenti del popolo, aveva assicurato alla Corte Suprema che avrebbe seguito le linee guida per rendere questo sport più sicuro.

Le regole furono introdotte nel 2011, al fine di evitare feriti e morti durante il festival.

Ora, con questa nuova sentenza, il governo sarà costretto a vietare definitivamente le gare jallikattu.

Una prima vittoria per i diritti degli animali in India

A lavorare strenuamente contro questa barbarie, anche la coordinatrice in India di Animal Equality, Amruta Ubale.  “Questo divieto è una pietra miliare per i diritti degli animali in India. Indica che stiamo facendo significativi passi in avanti nella nostra società, e che alcune tradizioni non possono essere considerate più importanti della sofferenza inflitta agli animali”. Queste le sue parole a margine della decisione della Corte suprema indiana.

(Foto: Djoemanoj)

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