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I video-denuncia sui maltrattamenti degli animali diventano reato

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In questi ultimi anni sono numerose le Ong che hanno permesso di porre fine alle crudeltà sugli animali, grazie a video-denuncia girati da volontari “infiltrati”.

Pensiamo ad esempio alla lotta condotta da Animal Equality, contro il massacro di cani e gatti in Cina e al conseguente commercio di carne, o al video denuncia sulla lana di Angora.

Eppure, ci sono leggi che potrebbero mettere fine a tutto questo. Un primo caso a cui potrebbero seguirne degli altri.

Stiamo parlando di un disegno di legge proposto nell’Idaho, primo fra i governi degli Stati Uniti a essere in procinto di approvare un provvedimento che vieta e punisce chi realizza segretamente dei video, che denunciano i maltrattamenti a cui sono sottoposti gli animali nelle fattorie americane.

Il principio su cui si basa la legge è che fattorie e industrie casearie hanno diritto alla loro privacy.

Sembra che tutto sia iniziato a partire da un’inchiesta realizzata nel 2012 dalla Mercy for Animals. L’organizzazione animalista, con l’ausilio di alcune telecamere nascoste, avrebbe mostrato i maltrattamenti subiti dalle mucche in alcune fattorie americane. Animali percossi con canne, presi a pugni, torturati con catene o vittime di abusi sessuali.

Grazie a questo video, girato in segreto all’interno della fattoria, cinque addetti e il loro manager sono stati accusati di crimini contro gli animali. Il video, però, ha scatenato anche le proteste dell’industria casearia in questione che avrebbe accusato gli attivisti di aver effettuato le riprese non per tutelare i diritti degli animali, ma per arrecare danno all’azienda.

Bib Naerebout, presidente dell’associazione dei caseari dell’Idaho, ha infatti affermato che “l’associazione Mercy for animals ha continuato a fare propaganda perché la gente non comprasse i prodotti di quell’azienda anche dopo che i cinque lavoratori accusati erano stati licenziati”.

Tanto è bastato per passare dalle proteste alla normativa: il governo locale ha così realizzato un disegno di legge che punisce con la prigione o con una multa di 5mila dollari, chi realizza foto o video non autorizzati all’interno di fattorie o allevamenti.

Sembra che la legge proposta in Idaho non sia la prima. Altri 11 Stati avrebbero infatti tentato 17 volte di far passare una normativa simile. Cosa che mette sicuramente in allarme le associazioni animaliste.

Nathan Runkle, direttore esecutivo della Mercy For Animals, ha infatti affermato: “Approvando quella legge il governatore Otter si è schierato con coloro che cercano di mantenere le pratiche sbagliate dell’industria casearia nascondendo tutto al pubblico e ha creato un rifugio sicuro per i maltrattamenti agli animali”.

Mercy For Animals ha giudicato la proposta una “palese violazione della libertà di parola” e un “disperato tentativo di nascondere sotto il tappeto le prove della crudeltà verso gli animali”.

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(Foto: ex_magician)

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