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Energia e ambiente: nel 2014 10mila uccelli folgorati sulle linee elettriche

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Il 9 e il 10 maggio, in tutto il Mondo, si è celebrato il World Migratory Bird Day (Wmbd), la Giornata mondiale degli uccelli migratori. Quest’anno, il tema che ha accompagnato la giornata è stato: “Energia – produciamola nel rispetto degli uccelli”.

Un tema importante, visti i dati che l’Unep, il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite, ha diffuso nei giorni scorsi. Nel solo 2014, infatti, oltre 10.000 uccelli sono stati folgorati sulle linee elettriche di ogni Paese toccato dalle rotte migratorie euroasiatiche e africane, mentre oltre 100.000 esemplari sono morti per collisione con le infrastrutture energetiche.

cavi elettrici_uccelli

Come sottolineato dagli organizzatori del Wmbd 2015 e riportato da Greenreport, “Ogni anno, milioni di uccelli migratori si confrontano con l’espansione massiccia di diversi mezzi di produzione e distribuzione dell’energia : le collisioni e l’elettrocuzione dovute alle linee elettriche, così come gli effetti degli ostacoli delle infrastrutture legate all’energia, costituiscono importanti cause di mortalità e di spostamento. Inoltre, l’avifauna soffre per gli effetti della perdita e del degrado degli habitat così come di altre perturbazioni causate dalla realizzazione delle tecnologie delle energie idraulica, oceanica, solare, geotermica e prodotta con biomasse“.

In un contesto in cui la domanda mondiale di energia è in continua crescita, così come lo sviluppo delle nuove tecnologie collegate alle rinnovabili, è necessario che le infrastrutture di questo settore effettuino una pianificazione del territorio che tenga conto degli habitat naturali e delle specie che li vivono. Tra cui, appunto, gli uccelli migratori.

Solo in questo modo una fonte energetica definita “sostenibile” può realmente esserlo in tutti i suoi aspetti.


E le specie di uccelli migratori minacciate a livello globale sono tante. Come sottolinea Cesare Avesani Zaborra, direttore Scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo: “L’Ibis eremita, la Gru della Manciuria, l’Avvoltoio capovaccaio, il Pellicano riccio o l’Alzavola di Bernier, sono solo alcune fra le 200 specie di uccelli migratori classificate dallo Iucn come minacciate a livello globale. E queste rappresentano il 10% delle 2.000 specie di uccelli migratori conosciute. Purtroppo però il problema dell’antropizzazione dell’habitat si è verifcato con un andamento crescente che, a partire dal 1988, ha portato oltre il 40% delle specie migratrici a in calo negli habitat naturali”.

(Foto in evidenza: Daniel Oines; foto interna: indianapublicmedia)

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