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Dalle feci dell’elefante produrre carta e caffè

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Sapete che con le feci dell’elefante possiamo fare la carta? 

La chiave di tutto è che questi animali, come molti altri erbivori, nutrendosi per l’appunto di piante verdi, nelle loro feci vi troviamo una grande quantità di materiale fibroso, che non viene granchè lavorato nel loro intestino ed è adatto per l’appunto a produrre carta.

In realtà, molte comunità hanno utilizzato nell’arco della storia, le feci di animali per vari usi, come il carburante (ancora usato per questo scopo), come materiale da costruzione, come uno spray e anche come carta.

Anche se è possibile utilizzare le feci di animali diversi, i loro preferiti sono gli elefanti, perché sono in grado di mangiare più di 250 chili di cibo al giorno, una volta elaborati dal loro sistema digestivo, causando una buona quantità di rifiuti ricchi di fibre.

L’azienda Poo Poo elabora le feci e rinforza il materiale con il 15% di fibre di altri rifiuti, naturali, nonché banane o bucce di mais, loro vengono a produrre quaderni, album fotografici, diari o scatole, tutto rigorosamente ecologico.

Inoltre nella produzione di questi materiali vengono usati solo coloranti naturali che non contengono sostanze chimiche tossiche, e oltre a ciò l’azienda sostiene progetti finalizzati al benessere degli elefanti, così come organizzazioni non-profit, scuole o, in generale, tutti coloro che vogliono proteggere l’ambiente naturale.

Una curiosità è che le feci degli elefanti vengono utilizzate anche per produrre caffè, il caffè più costoso al mondo. Una tazza di questo caffè nei paesi esotici arriva a costare anche 50 dollari, mentre al chilo costa 1.100 dollari. Gli elefanti vengono nutriti con chicchi di caffè che poi vengono lavorati durante la sua digestione, migliorandone il sapore, rendendolo unico, una tostatura tutta naturale. Il caffè viene poi raccolto dalle feci e subisce altri processi. Il Nero d’avorio è un tipo di caffè ed è il risultato della ricerca congiunta tra un imprenditore canadese e alcune torrefazioni in Thailandia, luogo dove si può gustare il bizzarro nettare.

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