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Cane e gatto vegetariani per non sfruttare altri animali

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Chi nella vita sceglie di essere vegetariano o vegano, e soprattutto sceglie una certa etica nella vita,vuole trasmettere e condividere questo anche con i suoi amici a 4 zampe. L’alimentazione degli animali domestici pone gli stessi problemi etici di quella umana e il vegetariano, ogni volta che apre una scatoletta, si chiede se non ci sia modo di cambiare dieta al suo carnivoro amico.
Le scatolette in commercio, oltre che alimentare l’allevamento intensivo, sono anche in genere dannose per la salute degli animali, essendo perlopiù prodotte con scarti, aromi artificiali e coloranti. Il secco a buon mercato in particolare danneggia i reni e provoca altri gravi danni alla salute. Gli animali nutriti con carne fresca e avanzi vivono molto di più.
Questi prodotti sono anche un pericoloso veicolo per il morbo della mucca pazza, che può infettare anche gli animali domestici.
Le grandi marche fanno poi crudeli esperimenti sugli animali per testare il cibo prodotto, e su questo stendo subito un velo per non turbare i lettori sensibili.

Il cane è onnivoro, e può essere più facilmente convertito alla dieta vegetariana. Ci sono scatolette e croccantini vegetariani in commercio e addirittura dovrebbe essere possibile farsi in casa pasti vegetariani equilibrati. Esce per l’appunto un manuale “Cani vegetariani verso un mondo senza sfruttamento” scritto da Verona Rebow e Jonathan Dune, edito da Impronte di Luce, che  affronta con molta semplicità l’alimentazione dei cani priva dello sfruttamento di altri animali.

La prefazione della versione originale è diTodd Metcalf, un medico veterinario olistico con più di 25 anni di esperienza nella medicina veterinaria tradizionale e più di 12 nella medicina naturale, tra cui agopuntura e osteopatia, il quale “consiglia questo libro a chiunque sia interessato a nutrire i propri cani con una dieta vegetariana quale espressione di amore e di cura per loro, per tutti gli animali e per il pianeta”.

La prima remora di coloro che vorrebbero approcciare a tale dieta, è il timore che possa non essere bilanciata e quindi danneggiare la salute del loro amico. La guida dimostra – attraverso test condotti dalla Association of American Feed Control Officials (AAFCO) su cani adulti e in crescita alimentati con cibo vegetariano commercializzato da una nota azienda e consigliato anche da numerose cliniche veterinarie – che tale dieta ha soddisfatto tutti i requisiti della AAFCO così come qualsiasi altro alimento contenente proteine animali.

Per chi non conoscesse la AAFCO è importante sapere che “è un’associazione volontaria di agenzie locali, statali e federali incaricate dalla legge di regolamentare la vendita e la distribuzione degli alimenti e dei rimedi farmacologi per animali”. E ovviamente anche la dieta presentata dai due autori è stata verificata dai funzionari, sempre attraverso test, con un’unica eccezione: la modalità di svolgimento; invece di applicare la dieta a cani detenuti in gabbie di laboratori asettici in cui le condizioni di vita sono assolutamente innaturali, Verona e Jonathan hanno nutrito e nutrono da ben dieci anni con cibo vegetariano i cani abbandonati – di diverse fasce d’età – di cui si sono presi cura, accogliendoli amorevolmente nella propria casa.

Verona Rebow, oltre che un’attivista per i diritti degli animali, è anche un’artista professionista e ha piacevolmente illustrato il libro con meravigliosi ritratti dei loro cani; quando lo leggerete, guardando il disegno di ogni cane e la breve presentazione regalata quasi come un ‘omaggio’ ad ognuno di loro, vi sembrerà di conoscerli ed empatizzerete immediatamente con le loro storie, riconoscendo in almeno una di loro la storia del cane che avete salvato o raccolto o fatto adottare.

La seconda remora, anche diffusa tra coloro che hanno già deciso di vivere la propria vita evitando qualsiasi tipo di sfruttamento animale, è il controverso quesito: “È giusto o naturale decidere di eliminare dalla dieta dei nostri cani la carne?”. Naturalmente, tutti di primo acchito, risponderemmo con un ‘no’ secco; ma fermiamoci a riflettere! Dopo 60.000 anni di convivenza tra le due specie – uomo e cane – questi ultimi da carnivori puri si sono trasformati in onnivori; la confermazione dell’apparato digerente e la dentatura testimoniano quanto appena affermato, dunque, non è impensabile nutrire il cane con una alimentazione vegana.

E soprattutto cosa c’è di ‘naturale’ nei cani che vivono a stretto contatto con l’uomo? Cosa c’è di naturale nel cibo secco o umido industriale che per praticità e superficialità somministriamo ai nostri cani? Nei prodotti in commercio, anche quelli di marche prestigiose e consigliate dalla maggior parte dei medici veterinari, troviamo scarti di carne molto grassa definiti “non adatti all’alimentazione umana”, pieni di ormoni, antibiotici, composti chimici che risultano essere dannosi per ogni organismo di qualsiasi specie. Gli autori, dunque, affrontano nel loro libro anche le motivazioni etiche di una scelta vegana per gli animali d’affezione.

Infine Verona, tenendo sempre a mente i principi base della nutrizione, riportando una lista di prodotti vegetariani e vegani disponibili in commercio e spiegando i pro e i contro degli integratori e ‘altri extra’, ci regala una serie di succulente ricette per i nostri amici fatte di tante verdure, legumi e cereali. Per il momento noi (io come cuoca e Ulisse in qualità di assaggiatore) abbiamo provato lo snack a base di frumento integrale di cui Ulisse sembra essere particolarmente ghiotto. Credo che lo preparerò ancora e spesso al mio dolce compagno di vita che mi ‘sopporta’ da circa 10 anni.

 

Agnese Tondelli

Fonte”ilcambiamento”

1 COMMENTO

  1. Se si vuole rispettare gli animali si rispettano in tutto.
    anche in ciò che mangiano. Il cane ha bisogno di un apporto in più di proteine rispetto l uomo, e il taglio di carne fa la differenza.
    I miei cani mangiano cibo fresco, carne,pesce, verdure crude.
    renderli vegetariani,peggio vegani e deprimente quanto dargli scatolette o peggio crocchette.

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