Vespa Velutina: api e alveari italiani minacciati

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Anche nota come calabrone asiatico, la vespa velutina è un insetto ‘alieno’, che si è diffuso in Italia a partire dal 2012. E mette a rischio le specie di api della penisola.

Avvistata per la prima volta, in Europa, nel 2004. 8 anni dopo, nel 2012, l’allarme dalle coste liguri: è qui. Oggi a più di 4 anni di distanza, la situazione diventa sempre più incontrollabile. E la Vespa Velutina – terribile predatore delle api – sta invadendo tutto il Nord Italia.

Ecco cosa si rischia.

Vespa Velutina: un “alieno” che viene dall’Asia

Non bastavano i pesticidi a minacciare le api. Una specie d’insetto che ha creato enormi problemi in Francia ha ormai da tempo varcato la zona di confine. Secondo alcune stime, gli alveari d’Oltralpe sono stati praticamente dimezzati dalla velutina. E ora pare si stia estendo in tutto il Nord Italia.

Si tratta della vespa velutina nigrithoraxis, un calabrone asiatico. I ricercatori europei lo studiano da tempo, perché potrebbe avere un impatto drammatico sulle colonie di api e quindi sull’apicoltura. Settore già colpito negli ultimi anni dalla moria delle preziose impollinatrici.

Il calabrone asiatico attacca le api da miele europee, soprattutto nel periodo fra giugno e settembre.

La specie è stata ufficialmente definita come residente in Francia nel 2005. Prima della fine del 2006 era presente nella regione dell’Aquitania e infine si è stabilita definitivamente nell’area sudoccidentale del Paese. Poi è arrivata in Spagna e in Italia”, ha spiegato Piero Genovesi dell’Ispra.

Ecco la drammatica testimonianza di un apicoltore ligure, alle prese con alcuni esemplari di Vespa Velutina:

L’ipotesi più probabile è che il calabrone asiatico sia arrivato insieme a della merce cinese dallo Yunnan. Dal momento che le condizioni climatiche dell’Europa meridionale sono simili a quelle dell’Asia continentale, ecco spiegata la diffusione anche da noi.

Vespa Velutina: la strategia delle api per difendersi

Come si combatte? In Asia, le colonie di api hanno sviluppato una strategia per difendersi dagli attacchi di questa vespa detta anche “palla di fuoco”. Le api circondano strettamente la vespa e poi innalzano il loro metabolismo fino ad arrivare ad una temperatura di quasi 46 gradi che uccide l’insetto. Servono 5 minuti per raggiungere la temperatura giusta, al centro della palla. Le api che hanno una tolleranza al calore di qualche grado superiore alla vespa velutina, sopravvivono.

La vespa muore a 45.7°C, le api asiatiche a 50.7°C e quelle europee sopravviverebbero fino a 51.8°C. Peccato che non conoscano il trucco della palla di fuoco. Dovrebbero quindi “impararla”, ma non è chiaro quanto tempo occorra affinché la strategia venga applicata. Nel frattempo, la diffusione si estende a macchia d’olio.


Vespa Velutina: la situazione in Italia

Come abbiamo accennato, l’insetto si è introdotto in Italia attraverso il confine francese, nel 2012. Da allora il Ponente ligure combatte quotidianamente con questa minaccia. Ogni anno, secondo i ricercatori, l’insetto ‘alieno’ può coprire una distanza di 100 chilometri.

E infatti, negli ultimi 5 anni, sono arrivate segnalazioni del predatore delle api dal Veneto (a Rovigo in particolare), in Lombardia ed Emilia. Tutte le segnalazioni sono raccolte dal Crea, che ha creato una rete scientifica con Cnr, Università di FIrenze, Università di Pisa e gli apicoltori di Apiliguria. Il progetto si chiama StopVelutina.

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