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Cibo per animali e cure veterinarie tassate come beni di lusso: l’appello della LAV

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Gli animali sono ormai un bene di lusso?

In Italia, gli animali sono considerati come dei beni di lusso. Tasse salate su cibo e mangimi. Cure veterinarie costose. Oggetti e accessori sempre più cari. Si tratta di una questione annosa che al momento, però, non ha ancora trovato piena soluzione.

Nei giorni scorsi, la LAV, Lega Anti Vivisezione, ha lanciato un appello al governo, anche alla luce degli ultimi dati diffusi dall’Eurispes nel Rapporto Italia 2018.

Con la campagna elettorale in corso, chissà che qualcuno non si interessi davvero al problema…

Se gli animali sono considerati beni di lusso

Il dibattito parte dal presupposto che cibo per animali e cure veterinarie sono tassati al 22%, allo stesso modo dei beni di lusso. Una situazione insostenibile, considerato che oggi gli animali da compagnia sono parte integrante della famiglia. Gli animali, sostiene la Lega Anti Vivisezione, non possono continuare a essere considerati come “cose”, dal punto di vista giuridico e fiscale.

I dati in Italia

Eppure, secondo il fisco i nostri amici a quattro zampe sarebbero effettivamente dei beni di lusso, visto che a tutto ciò che li riguarda viene applicata un’aliquota Iva al 22%.

I dati Eurispes dicono invece un’altra cosa.

«I dati parlano chiaro, gli animali sono ormai componenti a pieno titolo delle famiglie italiane», afferma la LAV.

Secondo il Rapporto Italia 2018, circa 3 cittadini su 10 hanno accolto un animale domestico in casa (32,4%). In prevalenza si tratta di cani (63,3%) e gatti (38,7%). Seguono poi uccelli (6,2%), conigli (5,9%), tartarughe (5%) e pesci (4,8%). Un fenomeno quantificabile in milioni di animali.

Ma non è tutto. Oltre la metà (53,5%) di chi accoglie un compagno peloso dedica buona parte del proprio tempo libero per il suo benessere e le sue necessità. Il 46,2% è disposto a rinunciare a viaggi o a uscite per non lasciarli soli. E il 57% di chi ha un animale spende fino a 50 euro al mese per prendersene cura. Il 31,4%, invece, è disposto a incrementare la spesa fino a 100 euro.

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Alla luce di questi dati, ribadisce la LAV, gli animali diventano dei veri e propri componenti della famiglia.

Gli animali non sono beni di lusso: l’appello della LAV

Da giorni la LAV è impegnata per evitare che gli animali continuino a essere considerati beni di lusso.

L’appello della Lega Anti Vivisezione è rivolto ai politici affinché si facciano carico di impegni precisi, per una Legislatura di cambiamento, anche per gli animali (#ancheglianimalivotano).

Vivere con un animale domestico, affermano gli animalisti, è ormai una scelta che riguarda persone e famiglie con percentuali altissime, che non possono essere ignorate.

Quali sono le proposte?

Innanzitutto la cancellazione dell’aliquota IVA al 22% (beni di lusso) su cure veterinarie e cibo per animali non tenuti a scopo di lucro. Ma anche l’abbattimento dei costi sproporzionati dei farmaci veterinari, l’aumento delle detrazioni dalla dichiarazione dei redditi delle spese veterinarie e dei farmaci. Infine, il riconoscimento nella Costituzione degli animali quali esseri senzienti, con il cambiamento del Codice Civile che li considera ancora come cose.




«Ci auguriamo che le Istituzioni e la politica, si dimostrino all’altezza della sensibilità degli Italiani, adottando seri impegni in occasione delle prossime elezioni Politiche, cui tener fede nei prossimi anni di legislatura», conclude LAV.

Per quanti vogliono partecipare a questa iniziativa, la LAV sarà in piazza il weekend del 10 e 11 marzo e il fine settimana successivo, con una petizione rivolta al Fisco italiano.

1 COMMENTO

  1. Infatti non potevo più sostenere la spesa se già ce ne sono altre ,iveterinari sono carissimi quindi solo i ricchi potranno avere animali io ho detto stop a malincuore ci hanno tolto pure questa gioia

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