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A Londra il summit UE per contrastare il traffico illegale di animali selvatici

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Il traffico illegale di piante ed animali selvatici è una delle cause principali della perdita di biodiversità nel mondo. Ogni anno, purtroppo, centinaia di milioni di specie animali e vegetali rare vengono prelevate dal loro habitat naturale e vendute a caro prezzo sui mercati clandestini.

Non è raro, ad esempio, sentire o leggere di contrabbandieri specializzati nel traffico illegale di animali e colti in flagranza di reato. Anche in Italia.

Negli ultimi decenni il numero di animali selvatici venduti per questo scopo è cresciuto in modo notevole. Il mercato è alimentato da collezionisti specializzati nelle specie più rare e particolari: anfibi e rettili, coralli e pesci, scorpioni, ragni, scimmie, pappagalli e tucani.

E l’Europa è uno dei più grandi mercati dove questi animali vengono venduti. Non solo, è anche un punto di transito del traffico illegale, in cui si sta affermando la criminalità organizzata. Un fenomeno che, secondo le stime del programma Traffic del Wwf, consente di incassare ogni anno dai 10 ai 20 miliardi di dollari.

Così, la Commissione Europea ha deciso di avviare una consultazione pubblica per capire come contrastare l’aumento globale del bracconaggio e del traffico illegale di specie selvatiche.

Janez Potocnik, commissario Ue per l’Ambiente ha così spiegato alle Agenzie di stampa: “Il traffico di specie selvatiche ha un impatto devastante sulla biodiversità e dobbiamo trovare dei modi per rendere più incisivo il nostro intervento. Questa consultazione è un primo passo verso quello che mi auguro possa essere l’inizio di un grande cambiamento nella nostra strategia”.

Il Summit, che si è tenuto a Londra il 12 e 13 febbraio scorsi, ha visto anche la partecipazione dell’Italia, rappresentata dal sottosegretario al ministero dell’Ambiente, Marco Flavio Cirillo.

Secondo Cirillo, “l’Italia ha già oggi un sistema efficace di lotta e contrasto al contrabbando di specie selvatiche, grazie al Corpo forestale dello Stato che controlla e vigila in maniera capillare alle dogane e sul territorio, non a caso siamo uno dei Paesi, insieme a Germania e Regno Unito, che effettuano più sequestri in Europa, dove nel 2012 il 75% dei sequestri sono stati registrati proprio in queste tre nazioni”.

Il traffico illegale di specie selvatiche, ma non solo, sta raggiungendo cifre esorbitanti: nel 2007 in Sud Africa sono stati abbattuti 13 rinoceronti, nel 2013 oltre mille. Nell’ultimo decennio il numero di elefanti africani abbattuti illegalmente è raddoppiato, raggiungendo 22 mila esemplari nel 2012. Il bracconaggio fa strage anche di tigri, le cui ossa valgono 900 euro al chilo, ed è responsabile del 78% delle morti di tigri di Sumatra.

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(Foto s-a-m)

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