crudeltà nei macelli

Illegalità e crudeltà nei macelli italiani: più di 185.000 cittadini chiedono riforme. Firma la petizione

Crudeltà nei macelli italiani: Centinaia di migliaia di cittadini italiani chiedono la fine delle crudeltà e delle illegalità nei macelli italiani – la petizione rivolta ai Ministri della Salute e dell’Agricoltura di Animal Equality supera le 185.000 firme 

A partire dal 2018, Animal Equality ha rilasciato sistematicamente video e testimonianze che mostrano quello che avviene all’interno dei macelli italiani, una realtà nascosta e dimenticata. 

Nel 2019, i nostri investigatori e le testimonianze che abbiamo raccolto hanno portato a oltre 200.000 visualizzazioni e più di 45.000 firme, arrivando nell’arco di poco tempo a oltre 185.000 firme di cittadini italiani che chiedono una riforma legislativa definitiva al riguardo. 

La petizione di Animal Equality è indirizzata agli attuali ministri, al Ministro della Salute Roberto Speranza – che ha preso il posto di Giulia Grillo, l’ex Ministro che ha anche firmato personalmente l’iniziativa dei cittadini europei per mettere fine all’utilizzo delle gabbie negli allevamenti – e al Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. 

Crudeltà nei macelli italiani e illegalità

La campagna sui macelli di Animal Equality, supportata da testimonianze ottenute tramite investigazioni e la collaborazione con informatori esterni all’organizzazione, mette in luce invece ancora una volta i gravissimi buchi normativi, la mancanza di conseguenze penali concrete per chi infrange la legge e la totale assenza di controlli severi all’interno dei macelli. 

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«Molti paesi europei si sono già mossi in questo senso, cancellando le deroghe per la macellazione religiosa, come Austria e Danimarca, o introducendo telecamere a circuito chiuso, come avviene in Gran Bretagna e in via sperimentale anche in Francia. Anche i politici italiani hanno il dovere di far applicare le norme e di migliorare l’impianto legislativo che regola la macellazione, che avviene in luoghi a porte chiuse all’interno dei quali, al momento, non si sa davvero se le leggi italiane vengano rispettate» dichiara Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia. 
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«Senza le investigazioni e il lavoro di organizzazioni come la nostra non ci sarebbe modo di conoscere la verità e i consumatori rimarrebbero completamente ignari di tutto questo, alla mercé invece della disinformazione dilagante su questi temi cruciali per il futuro del pianeta. Si tratta di una questione di trasparenza, giustizia e correttezza delle istituzioni, ed è ora che anche i politici italiani si facciano carico di queste richieste trasversali e volute da centinaia di migliaia di cittadini» prosegue Cupi. 

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Da tempo Animal Equality sta lavorando per ridurre la sofferenza degli animali durante la macellazione e uno degli strumenti principali è proprio la diffusione di video e inchieste che mostrano la realtà di macelli e allevamenti. 
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Le immagini dei video rilasciati quest’anno, ottenute tramite informatori, mostrano quello che avviene durante la macellazione di maiali, polli e agnelli, procedure spesso compiute senza rispetto delle norme, in particolare quelle relative allo stordimento e ai maltrattamenti, illegalità a cui bisogna mettere fine il prima possibile. 

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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