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Veneto: quei pesticidi potenzialmente pericolosi approvati in deroga

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Pesticide warning sign on a park lawn.

A marzo di quest’anno, la Regione Veneto ha approvato in deroga l’utilizzo di alcuni pesticidi da impiegare in agricoltura. Tra i prodotti ammessi, il diserbante glufosinate ammonio, neurotossico, che comporterebbe rischi per la riproduzione e lo sviluppo del feto.

Questa sostanza, in particolare,  era stata sospesa nel novembre del 2010 per la sua classificazione tossicologica (categoria 2 di tossicità riproduttiva, frase di rischio R60: può ridurre la fertilità), per poi essere riammessa nel 2012.

Ancora, il Veneto ha approvato in deroga il fungicida ‘mancozeb’, che comporterebbe rischi per la riproduzione e lo sviluppo del feto, ed è un possibile interferente endocrino.

Uno studio condotto nel 2001, da un gruppo di scienziati italiani della Fondazione Ramazzini di Bologna, confermava la cancerogenicità del composto a livello tiroideo, e non solo.

Tra i prodotti consentiti anche il fuopyram neurotossico, cancerogeno, possibile intossicante del fegato, sangue e tiroide. Ha frasi di rischio con effetti cronici sulla salute: R40, vietate anche in deroga, art.5.6.2 PAN,  e il tebuconazole, comporta rischi per la riproduzione e lo sviluppo del feto, nocivo per ingestione, possibile cancerogeno con obiettivi il fegato ed il sangue. Ha frasi di rischio con effetti cronici sulla salute: R63, vietate anche in deroga, art.5.6.2 PAN.


Contro l’approvazione in deroga espressa dalla Regione Veneto, in questi giorni, il M5S ha depositato un’interrogazione parlamentare.

Silvia Benedetti, deputata della Commissione Agricoltura, ha così affermato: “In Italia con le autorizzazioni in deroga e in nome dell’eccezionalità si scavalcano leggi e regolamenti nazionali ed europei, che, di fatto, finiscono per non servire a nulla. […] Obiettivi e limiti fissati dal PAN (il piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci) sono così stati disattesi ancora una volta attraverso l’escamotage delle deroghe. Questo strumento è utilizzato furbescamente non solo dalle regioni, come quella veneta, ma anche dallo stesso Ministero della Salute che negli ultimi 3 anni ha autorizzato ben 176 fitosanitari vietati perché dannosissimi per la salute e per l’ambiente“.

E in quanto a prodotti fitosanitari, la Regione Veneto non è messa molto bene. Secondo il rapportoPesticidi nelle acque”, elaborato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sulla base dei dati forniti da regioni e agenzie regionali, nonostante sia calata la vendita di pesticidi, nelle acque viene rilevato un cocktail di 175 sostanze, “dagli effetti non ancora conosciuti”. E la presenza di pesticidi è risultata più diffusa nella pianura padano-veneta, sia per l’intensa attività agricola e le caratteristiche idrogeologiche, che per la maggiore efficacia delle indagini.

(Foto: beyondpesticides.org)

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