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Veleni sepolti a Porto Torres: sequestrata discarica abusiva

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Veleni a Porto Torres, in provincia di Sassari. Qui, qualche giorno fa, la discarica abusiva di Minciaredda, conosciuta come la “collina dei veleni”, è stata sequestrata dai carabinieri del Noe, per ordine del gip del tribunale di Sassari. Ai responsabili dello stabilimento sono contestati i reati di disastro ambientale e gestione di discarica non autorizzata.

In queste terre, gli scarti del petrolchimico sarebbero filtrati nel sottosuolo, oltrepassando la barriera idraulica che avrebbe dovuto proteggere dai veleni i terreni circostanti. La discarica, sita in terreni di proprietà della Syndial, società del gruppo ENI, occupa un’area di oltre 35 ettari. Appena una settimana prima, era stata sequestrata anche un’altra area della misura di quattro ettari e contenente rifiuti radioattivi. Sino al 1990 nella discarica non autorizzata venivano smaltiti i residui di lavorazione delle fosforite. Le due aree si trovano all’interno del sito di bonifica di interesse nazionale delle aree industriali di Porto Torres.

Nell’ambito della stessa operazione, è stata sequestrata anche un’area di poco più di due ettari in cui si trova il carbondotto.

Quest’area confina con Minciaredda e risulta di proprietà in parte di Syndial e in parte della Fiumesanto spa, ossia l’ex E.On.

Stando a quanto afferma Unione Sarda, le indagini svolte dai carabinieri in quest’ultima zona avrebbero evidenziato un alto tasso d’inquinamento.Da qui l’ipotesi che le barriere poste al confine delle due proprietà non siano riuscite ad arginare l’inquinamento dell’area, compromettendo le falde acquifere circostanti.


Come riportano gli organi di stampa nazionali, nella discarica sequestrata venivano smaltiti rifiuti speciali industriali anche pericolosi, derivanti dalle lavorazioni presenti all’interno del polo industriale petrolchimico. L’attività avveniva senza alcuna copertura o regimazione idraulica delle acque di percolazione, una cosa che avrebbe portato alla conseguente contaminazione delle acque sotterranee con alifatici clorurati, metalli pesanti, solventi aromatici, idrocarburi totali.

Il sindaco di Porto Torres, Sean Wheeler, ha così commentato la cosa: “Syndial non ha mai provveduto a mettere in sicurezza quell’area, nonostante sia stata sollecitata a più riprese nel corso degli anni. L’ultimo, in ordine di tempo, a chiedere l’applicazione delle misure di sicurezza è stato l’ex commissario straordinario Luigi Deligia”.

Non si può far passare il tempo come se niente fosse – ha continuato Wheeler – la lavorazione dei fertilizzanti al fosforo si è conclusa nel 1990, venticinque anni fa, mentre quella fabbrica è rimasta in vita appena 17 anni. Questo vuol dire che il tempo necessario a bonificare un’area contaminata è addirittura superiore a quello in cui la fabbrica è rimasta in vita”.

(Foto: ncdn2.tekrevue.com)

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