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Ue sospende il rinnovo del glifosato: troppi dubbi sulla sua sicurezza

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Pilot Vince Muzzi of Greenville, Miss., applies pesticide on a soybean field on a farm east of Manly on Tuesday. Muzzi is employed by Gooden Lake Flying Service of Mississippi and has been sparying various fields in North Iowa. (Bryon Houlgrave/The Globe Gazette)

Commissione UE rimanda la votazione per il rinnovo all’autorizzazione del glifosato: alcuni Paesi, tra cui anche l’Italia, pongono problemi sulla sua sicurezza.

In questi giorni abbiamo assistito a una tenace lotta da parte delle associazioni italiane per impedire che l’Ue scegliesse di rinnovare l’autorizzazione al glifosato per altri 15 anni.

Ricordiamo che, in questi giorni, la Commissione si doveva riunire per decidere se proporre o meno il rinnovo per l’utilizzo di questo erbicida nell’Unione Europea .

A tal proposito, 32 associazioni tra cui Fai, Wwf, Legambiente, Greenpeace, hanno firmato un appello per chiedere al governo italiano di assumere posizione contraria in merito e chiedere il bando della produzione, commercializzazione ed uso di questo pesticida giudicato “probabile cancerogeno” dallo IARC.

Ieri, Greenpeace ha dato comunicazione che il voto in programma sulla proposta della Commissione di autorizzare per altri 15 anni l’uso del glifosato è stato cancellato “dal momento che diversi Paesi, fra cui l’Italia, sono preoccupati delle implicazioni per la salute legate all’impiego di questo erbicida, considerato “probabilmente cancerogeno” dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità)“.

La  Commissione avrebbe provato ad ottenere il via libera a una nuova autorizzazione dal comitato permanente PAFF (comitato per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi), nonostante evidenze scientifiche mostrino che il glifosato non è sicuro, per l’ambiente e per l’uomo.




L’ Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) – precisa il comunicato – condurrà indagini sull’impatto sanitario del glifosato per arrivare a una classificazione ufficiale della Ue, dopo l’allarme lanciato dall’OMS. Il processo si concluderà a fine 2017: se si scoprirà che può causare il cancro, interferire con la riproduzione o danneggiare il sistema ormonale, il glifosato non potrà più essere venduto, secondo la normativa europea“.

Come afferma Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia: “È una follia rinnovare l’autorizzazione del glifosato senza attendere la valutazione dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche. Finché sussistono pareri scientifici contrastanti, il glifosato non deve essere approvato per l’uso in Europa”.

Quindi, per adesso, niente voto. La questione sarà di nuovo sul tavolo del prossimo Comitato europeo il 18 e 19 maggio, ma niente impedisce, fanno sapere a Bruxelles, che la riunione possa essere anticipata.

La ragione di questo rinvio sembra sia legata all’alzata di scudi da parte di Francia e Italia, ma anche alla pressione esercitata da diversi gruppi politici del Parlamento europeo, dai Socialdemocratici ai Verdi, fino alle Ong.

In Italia hanno detto ‘no’ al rinnovo del glifosato i ministri per le politiche agricole Maurizio Martina, per la salute Beatrice Lorenzin e per l’ambiente Gian Luca Galletti.

Nell’attuale confronto, dicono le fonti, “non é chiaro cosa intenda fare la maggioranza degli Stati: solo Italia, Francia e Olanda, hanno espresso la loro posizione contraria alla proposta. La Germania, così come altri numerosi partner hanno detto che in caso di voto si sarebbero astenuti“.

Ricordiamo che la questione glifosato ci interessa più da vicino di quanto possiamo immaginare. Oltre al fatto che questa sostanza è il componente principale di almeno l’80% degli erbicidi in commercio nel nostro Paese, tracce della sua presenza sono state ritrovate ovunque, anche nel cibo, nella birra e negli assorbenti.

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