Home Ambiente Ue, nuovo regolamento biologico: rischio contaminazione con ogm e pesticidi

Ue, nuovo regolamento biologico: rischio contaminazione con ogm e pesticidi

693
0
CONDIVIDI
regolamento biologico nuovo

Il  nuovo testo ha suscitato non poche polemiche, tanto che gli eurodeputati italiani hanno votato in massa contro. Ecco perché.

Con 466 voti a favore, 124 contrari e 50 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo testo sul regolamento biologico. Il quadro normativo sostituirà quello del 2007, a partire dal 2021.

Regolamento biologico: Italia e operatori di settore contro

Il Parlamento europeo ha recentemente approvato, in via definitiva, il nuovo regolamento biologico, valido per tutti gli Stati membri. Il testo concordato dovrà essere approvato formalmente dal Consiglio Ue, prima della sua applicazione che avverrà a partire dal 1° gennaio 2021.

Il nuovo quadro normativo dell’agricoltura biologica, però, ha suscitato parecchie perplessità tra gli operatori di settore. Dopo 4 anni di negoziati, esistono ancora troppi compromessi e il rischio concreto è che in alcuni Paesi non si riesca più a vedere la distinzione tra agricoltura bio e convenzionale.

Cosa prevede il nuovo regolamento

Il nuovo regolamento biologico prevede controlli annuali antifrode per tutti gli operatori di settore. Per chi risulterà in regola per tre anni di fila, le ispezioni verranno successivamente effettuate ogni due anni.

Le piccole realtà potranno aggregarsi tra di loro e ottenere certificazioni bio di gruppo, riducendo in questo modo i costi.

Le deroghe per l’utilizzo di sementi convenzionali anche nella produzione biologica saranno eliminate entro il 2035.

Le aziende che producono sia prodotti biologici che derivanti da agricoltura convenzionale potranno continuare a farlo, a patto che le due coltivazioni siano chiaramente ed effettivamente separate.

Per le importazioni, i prodotti provenienti da Paesi terzi dovranno rispettare gli standard europei e non più il principio di equivalenza, che prevede solamente il rispetto di standard analoghi. Tuttavia, la normativa non vale per gli accordi commerciali bilaterali, per i quali invece continuerà a valere il rispetto degli standard equivalenti.

I prodotti accidentalmente contaminati da pesticidi non autorizzati non potranno adottare l’etichetta di biologico fino a ulteriore indagine. Se la contaminazione sarà deliberata o il coltivatore non avrà adottato precauzioni, l’azienda perderà la certificazione biologica.

I Paesi come l’Italia, ad esempio, che applicanosoglie massime per le sostanze non autorizzate nei cibi biologici, potranno continuare a farlo, ma non potranno impedire la commercializzazione nel proprio mercato di prodotti di altri Paesi Europei che non applicano gli stessi principi. Ed è proprio questo il punto di maggiore polemica che ha suscitato le ire degli operatori di settore.

I pareri delle Associazioni di settore

Secondo gli europarlamentari italiani, il testo del regolamento biologico appena sfornato dal Parlamento Europeo è un’occasione mancata per fare la differenza in un settore che sta trainando l’economia nazionale.

Per il vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro (Pd): «Il punto cruciale negativo è aver eliminato completamente le soglie per i residui di fitofarmaci. Che differenza c’è allora con l’agricoltura convenzionale? L’accordo finale rappresenta un compromesso al ribasso».

Dura anche la reazione di Paolo Carnemolla, presidente di FederBio (Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica), secondo cui, pur riconoscendo lo sforzo compiuto dalle diverse parti in causa per migliorare il testo iniziale, il risultato è “nel complesso negativo” .

Il parere di Coldiretti

Per Coldiretti, il nuovo regolamento biologico concede agli Stati di mantenere in vigore soglie per i residui dei fitofarmaci o per la contaminazione da Ogm meno restrittive. Questo rappresenterebbe un danno soprattutto per Paesi che, come l’Italia, applicano standard di produzione molto elevati.

Non solo: «La possibilità di produrre biologico senza utilizzare il suolo contrasta totalmente con i principi fondamentali che caratterizzano questo metodo di produzione, che non può prescindere dalla terra. Al contrario, la previsione di una deroga consentirà ad alcuni Stati del nord Europa di continuare a produrre impiegando letti demarcati in serra per un periodo di 10 anni».

La Coldiretti chiede dunque di accelerare sul marchio nazionale per le produzioni biologiche italiane per consentire scelte di acquisto più consapevoli.

Quattro anni dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento, la Commissione Ue valuterà l’efficacia delle norme e, se lo riterrà necessario, elaborerà un progetto di legge per armonizzare le soglie nazionali.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.