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Ttip Leaks: svelati documenti segreti. Pressioni Usa per imporre carne con ormoni, pesticidi e Ogm

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Greenpeace Olanda ha pubblicato ieri parte dei testi negoziali del TTIP. Quello che trapela è sconvolgente e mostra le chiare pressioni da parte degli Usa a un abbassamento di standard di sicurezza nell’Unione Europea.

Greenpeace ha pubblicato ieri un documento riservato di 248 pagine che dimostra le pressioni che gli Stati Uniti hanno esercitato sull’Unione Europea in merito ai negoziati sul TTIP. Nei documenti, la richiesta degli Usa all’UE di rinunciare al “principio di precauzione” e di giustificare l’eventuale voto contro la commercializzazione di prodotti Ogm.

Ttip Leaks è il nome che sintetizza bene la nuova fuga di notizie, inerente ai negoziati segreti effettuati tra Stati Uniti ed Europa sui trattati transatlantici.

Ieri, sul suo sito, Greenpeace Olanda ha appunto pubblicato parte dei testi negoziali del TTIP. Lo scopo è quello di garantire la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato di cui troppo poco si conosce.

Prima di andare avanti, facciamo un breve riepilogo. Il Ttip, Transatlantic Trade and Investment Partnership, è un accordo commerciale con gli Stati Uniti, attualmente in via di negoziazione.

L’obiettivo è creare la più grande area di libero scambio del pianeta, in grado di accorpare due economie che, insieme, rappresentando oltre 800 milioni di persone, oltre il 46% del Pil dell’intero pianeta. Il problema è che esistono differenze radicali fra i due continenti in molte aree, dall’ambiente alle regole del mercato del lavoro, dalla proprietà intellettuale ai servizi finanziari.

Un accordo sovranazionale di cui inoltre non si conoscono i dettagli, dal momento che le trattative si protraggono in gran segreto.

Ora, parte di quei segreti, grazie alla divulgazione di alcuni testi da parte di Ttip Leaks, sono usciti allo scoperto, rivelando dettagli preoccupanti.

I documenti pubblicati da Greenpeace Olanda comprendono circa la metà delle bozze di testo del TTIP redatte fino ad aprile 2016, prima dell’inizio del tredicesimo round di negoziati tra Ue e USA: 248 pagine in totale, contenenti 13 testi consolidati.

Secondo l’organizzazione sono 4 i punti seriamente preoccupanti:

  1. Mancata garanzia delle tutele ambientali: nessuno dei capitoli farebbe riferimento alla regola delle Eccezioni Generali, introdotta quasi 70 anni fa, “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”. L’omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante. Su questo punto, il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, che ha analizzato i documenti pubblicati, spiega che “gli americani attaccano i principi di fondo di precauzione della tutela del consumatore europeo che oggi proteggono 500 milioni di consumatori dall’ingegneria genetica negli alimenti e dalla carne trattata con ormoni”.




  1. Difficoltà nel proteggere il clima: non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti.
  2. Fine del principio di precauzione: tale principio non è menzionato nei capitoli sulla “Cooperazione Regolamentare”, né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. D’altra parte, la richiesta USA per un approccio “basato sui rischi” che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli, una cosa che mina le capacità del legislatore di definire misure preventive.
  3. Porte aperte all’ingerenza dell’industria e delle multinazionali: le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi.

Ma non è tutto. Le carte pubblicate sembrano confermare la resistenza degli Stati Uniti ad aperture sul tema degli appalti. Gli Usa, pur riconoscendo il libero accesso alle proprie gare, tengono il punto sulla legge “buy american”: qualunque azienda può vincere un appalto, ma il 50% dei prodotti utilizzati per i lavori devono provenire dagli Stati Uniti.

Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c’è in questi documenti” afferma Federica Ferrario, di Greenpeace Italia. “Si confermano le forti obiezioni della società civile e di milioni di persone che in tutto il mondo hanno protestato contro il TTIP, che non è altro che un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business. Chiediamo a tutti i rappresentanti eletti, alla società civile, ai cittadini di leggere questi documenti e di impegnarsi in un dibattito approfondito”.

Jorgo Riss, direttore di Greenpeace per l’Unione europea, ha dichiarato: “Questi documenti trapelati ci consentono uno sguardo senza precedenti sull’ampiezza delle richieste americane, che vogliono che l’Ue abbassi o aggiri le sue tutele dell’ambiente e della salute pubblica nell’ambito del Ttip“. Secondo l’esponente ecologista, “la posizione europea è brutta, ma quella americana è terribile” e “si sta spianando la strada a una gara al ribasso negli standard ambientali, della salute e della tutela dei consumatori“.

Per fermare il TTIP, tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico, Greenpeace, insieme alla coalizione italiana #StopTTIP invita tutti a un grande appuntamento nazionale: sabato 7 maggio 2016 a Roma.

(Foto: greenpeace.org)