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Terni: metalli pesanti nell’olio d’oliva e disastro ambientale per la discarica dell’Ast

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Olio d’oliva contaminato e rischi ambientali gravi per i cittadini ternani. L’allarme era già stato lanciato un anno fa e adesso la situazione sembra più grave del previsto. A seguito di uno studio commissionato dal GR nazionale di Radio RAI1 al professore Carlo Romagnoli dell’Università di Perugia, sarebbe stata rilevata la presenza di metalli pesanti, da due a dieci volte il limite consentito dalla legge, sulle olive prelevate nei pressi della discarica dell’Ast.

Le stesse olive che vengono utilizzate per creare l’olio che condisce i piatti dei cittadini ternati e non solo, visto che viene smerciato in tutta Italia.

In particolare, il professore Romagnoli ha dichiarato di aver analizzato le olive prelevate da 4 oliveti nei pressi della discarica rilevando la presenza di metalli pesanti: “Nichel, cromo, piombo e arsenico, sempre nel nocciolo” mentre “nella polpa sempre per quanto riguarda cromo e nichel”.

Ora la stessa Italia Nostra Terni, torna a denunciare una situazione insostenibile, chiedendo il commissariamento della discarica dell’Ast per disastro ambientale.

Sembra che già nel dicembre 2013, unitamente al WWF, Italia Nostra avesse richiesto l’interdizione di coltivazioni e allevamenti rurali in alcune aree specifiche ad alto rischio, a seguito della diffusione di alcuni dati sull’inquinamento, imputati alla presenza di acciaierie e discariche della zona.

Il quadro era allarmante, con rilevamenti effettuati a pochi centimetri dal suolo che mostravano una pericolosità degli effetti microinquinanti riguardante soprattutto i bambini, ma anche flora e fauna e in generale tutto l’ecosistema.

Secondo quanto affermato dalle due associazioni e riportato da Terni Oggi: “Il nichel è totalmente fuori controllo. Picchi anche 23 volte superiori rispetto a quanto previsto da normative europee, come accade a Prisciano; fino a 6 volte a Borgo Rivo; fino a 5 volte in centro, nella vecchia stazione di Via Verga, ora dismessa”.

E ora il problema si estende alle olive, ma non solo, anche a tutti i campi coltivati presenti nelle vicinanze.

Un problema legato soprattutto alla presenza della discarica nelle vicinanze degli oliveti di Terni, una discarica per cui ora si chiede il commissariamento e su cui vengono lanciate delle accuse ben precise : “Oltre a un imbarazzante Ministero dell’Ambiente, da anni avviluppato sulla storia della discarica (con dentro persino la ‘mucca pazza’, secondo quanto riferito in radio!), pervenendo infine a risultati disastrosi come l’allargamento verso la Cascata delle Marmore – anziché bonificarla, come programmato da anni – si registra un grande assente: la Regione dell’Umbria, totalmente assorbita da alchimie elettoralistiche, ma parimenti sorda rispetto ai molteplici appelli che, da anni, associazioni e cittadini levano da Terni su una crisi ambientale così tanto rimossa da giungere ormai allo stadio di contaminazione alimentare” . Queste le parole di Andrea Liberati di Italia Nostra Terni, riportate dal quotidiano online indipendente.

L’assurdità è come un olio prodotto con olive a un passo da una discarica altamente inquinante abbia ricevuto il marchio DOP e come la situazione sia rimasta “inascoltata” per tutto questo tempo. Ora la richiesta è che lo Stato intervenga per mettere in sicurezza l’area e pensare al rilancio e al risanamento delle aziende.

Un riassunto della puntata di Radio Rai 1, con l’intervento del professore Romagnoli, e un podcast della stessa, sono forniti da TerniOggi a questo link: http://www.ternioggi.it/terni-inquinamento-ast-e-olio-doliva-contaminato-inchiesta-e-interviste-del-gr1-44533

(Foto: Davide Genco)

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