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Sversamento di cherosene a Maccarese: animali morti e danni ambientali gravissimi

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Un vero e proprio disastro ambientale di cui ancora non si conosce esattamente la portata. È questo ciò che si sta vivendo a Maccarese (Fiumicino) dove da qualche giorno uno sversamento di cherosene sta inquinando irrimediabilmente il Rio Tre Cannelle. E mentre l’ondata di morte si appresta a sfociare nel mare, trascinando con sé le carcasse di quello che è stato il patrimonio faunistico del luogo, i terreni agricoli vengono contaminati.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, sembra che i volontari del Centro Habitat Mediterraneo Lipu di Ostia e del Wwf abbiano già raccolto 50 carcasse di animali uccisi dallo sversamento di cherosene. Aironi, garzette, cormorani, pesci. Ma si tratta, purtroppo, soltanto dell’inizio. Le volpi mangiano gli uccelli che hanno predato i pesci contaminati. Una vera e propria catena della morte. Sono veramente tanti gli animali trovati senza vita nelle perlustrazioni dei volontari: si parla anche di testuggini, gallinelle d’acqua, germani reali, nutrie.

Mentre ancora resta da verificare la contaminazione delle falde acquifere, il sindaco di Fiumicino ha emanato ieri un’ordinanza urgente che prevede il divieto di bere l’acqua o usarla per l’irrigazione. Oltre naturalmente al divieto di pesca e caccia in tutti i corsi d’acqua e torrenti all’interno della Riserva Statale del litorale romano e in tutto il comune di Fiumicino.

La catena alimentare è stata intaccata a più livelli e potrebbero essere a rischio anche altri animali che popolano queste aree, zone di svernamento per uccelli, volpi, tassi, donnole e faine, fanno sapere i volontari del Wwf.

Lo sversamento del cherosene, così come confermato dall’Eni in una nota, sembra sia stato causato dai tentativi di furto effettuati all’oleodotto Civitavecchia-Pantano, avvenuti tra giovedì e venerdì scorsi. In base a quanto riportato dalle agenzie di stampa, e dichiarato dall’azienda, le aree sarebbero state messe subito in sicurezza, ponendo fine al flusso di carburante poche ore dopo l’effrazione e contenendo le quantità sversate.

Eppure, c’è chi appare critico sulla rapidità da parte dell’Eni nelle operazioni di ripristino della situazione. Secondo quanto riportato da Il Corriere, infatti, il sindaco di Fiumicino avrebbe accusato l’assenza di “un piano di sicurezza e di rilevamento ambientale in situazioni di emergenza”. “Servono monitoraggi in tempo reale su queste condotte, in modo da controllare ladri o simili. E mi auguro che tali controlli di sicurezza vengano attivati a breve. Ora sarà l’Eni, insieme all’Arpa, a effettuare il piano di bonifica a lungo termine”, ha continuato Montino.

E mentre continua l’azione di bonifica e di riassorbimento del carburante attraverso panne galleggianti oleoassorbenti e autobotti, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha dato disposizione al Nucleo Operativo Ecologico (Noe) dei Carabinieri di procedere ai necessari accertamenti sulle aree colpite, avvalendosi del supporto tecnico dell’Ispra.

Dal canto loro, i volontari del Wwf che sono instancabilmente impegnati da giorni a Maccarese, per recuperare gli animali morti e soccorrere quelli ancora in vita, lanciano un appello: “È una corsa contro il tempo qui ci sono solo ragazzi volontari del Wwf e della Lipu, con propri scatoloni e retine, ma sarebbe necessaria una task force di sostegno con personale qualificato e con materiale idoneo, anche per scongiurare rischi per la salute e l’igiene […] bisogna rimuovere al più presto tutte le carcasse, ed è una vera e propria strage, che richiamano al banchetto altri animali e rapaci. Anche oggi abbiamo rimosso tanti animali morti ma da soli non possiamo farcela. È necessario poi individuare le responsabilità di quanto accaduto, i cui effetti e le ricadute nel tempo non sono quantificabili”.

(Foto: Romareport)

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