Home Ambiente Sversamenti di cherosene e danni ambientali: sequestrato l’oleodotto di Civitavecchia-Fiumicino

Sversamenti di cherosene e danni ambientali: sequestrato l’oleodotto di Civitavecchia-Fiumicino

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Il gip del Tribunale di Civitavecchia ha disposto il sequestro dell’oleodotto che, durante lo scorso novembre, è stato danneggiato più volte in occasione di alcuni furti che hanno procurato sversamento di combustibili. La struttura collega i depositi Eni di Civitavecchia all’aeroporto di Fiumicino. La misura sarà attuata «finché non saranno installati adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati».

Per quanti non lo ricordassero, lo scorso novembre, lo sversamento del carburante aveva causato danni gravissimi: numerosi animali morti (tra cui volpi, aironi, garzette, cormorani, pesci, testuggini, nutrie) e il rischio di una contaminazione delle falde acquifere che aveva portato il sindaco di Fiumicino a emanare un’ordinanza urgente per il divieto di bere l’acqua o usarla per l’irrigazione. Oltre naturalmente al divieto di pesca e caccia in tutti i corsi d’acqua e torrenti all’interno della Riserva Statale del litorale romano e in tutto il comune di Fiumicino.

danni ambientali

Il sequestro dell’oleodotto, che trasporta kerosene Jet A-1 per aviogetti, affidato ai carabinieri del Noe, segue l’indagine avviata dal procuratore di Civitavecchia nell’ambito di un procedimento che al momento è contro ignoti.

I prelievi e gli accertamenti tecnici, effettuati tra gli altri anche dall’Arpa Lazio, hanno evidenziato sversamenti di cherosene per 30 mila litri, su terreni e acque superficiali a Palidoro e Maccarese, nel comune di Fiumicino, per un tratto di 6 km. Una condizione che ha causato la moria di pesci, uccelli e mammiferi acquatici “colpendo la vegetazione spondale dei medesimi canali e gli appezzamenti agricoli attigui, nonché la fauna acquatica”.

Il sequestro risulta essere un atto cautelativo, effettuato al fine di impedire potenziali altri inquinamenti ambientali, in attesa che venga posta un’adeguata vigilanza su tutta la conduttura da parte dell’Eni.

L’azione, si apprende dai diversi organi di stampa, non avrà ripercussioni sul traffico aereo. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati e le indagini continuano per l’identificazione degli autori dei furti. Inoltre, si prosegue nella messa in sicurezza delle zone, operata dall’Eni e dalle società incaricate, anche attraverso Arpa Lazio ed enti locali.


Le organizzazioni ambientaliste, come il Wwf Italia e Legambiente, hanno accolto in maniera favorevole il provvedimento di sequestro dell’oleodotto. Come affermato da Riccardo Di Giuseppe, responsabile delle Oasi WWf di Fregene e Maccarese, e riportato da Repubblica: “La decisione  conferma l’attuale assenza di un adeguato sistema della condotta contro eventuali furti o danni strutturali. È un’occasione per ribadire che ci sono stati danni ingenti alla flora e alla fauna, oltre alla salute dei cittadini, in un territorio a forte vocazione agricola e turistica. Rimaniamo vigili sugli sviluppi della vicenda e alla Conferenza dei Servizi monitoreremo con scrupolo i Piani di caratterizzazione e della bonifica vera e propria dell’area colpita dallo sversamento di cherosene”.

Dal canto suo, l’Eni ha tenuto a precisare la sua posizione in merito al sequestro dell’oleodotto Civitavecchia-Seram, dichiarando in una nota che “la condotta in questione è conforme alla normativa vigente ed è in sicurezza. Lo sversamento avvenuto agli inizi di novembre che ha interessato le aree di Palidoro e Maccarese, è stato provocato da un duplice tentativo di furto. Eni è intervenuta prontamente per mettere in sicurezza l’oleodotto, contenere lo sversamento ed evitare che questo giungesse in mare. La società provvederà a ripristinare le matrici ambientali impattate e a ripopolare l’area. L’Eni, in quanto parte lesa, si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario”.

(Foto in evidenza: civonline; foto interna: contattonews)

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