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Superati 4 dei 9 limiti di sopravvivenza del pianeta

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Sopravvivenza del pianeta, limiti e rischi

Quattro dei nove limiti di sopravvivenza del Pianeta sono stati già superati. Quali saranno le conseguenze? Cosa succederà all’uomo? 

I limiti di sopravvivenza del Pianeta sono una serie di indicatori, superati i quali il destino della Terra e, di conseguenza, dell’uomo, diventa incerto. Ci sarà ancora vita? Quali saranno le conseguenze dirette dello sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo?

I 9 limiti di sopravvivenza del pianeta

Nel 2009, i climatologi pensarono bene di mettere a punto uno schema che consentisse di monitorare i segni vitali del pianeta. Così, individuarono nove limiti planetari all’interno dei quali la vita umana sulla Terra poteva continuare a prosperare.

Questi limiti sono:

  1. il cambiamento climatico,
  2. l’acidificazione degli oceani,
  3. la riduzione della fascia di ozono nella stratosfera,
  4. la modificazione del ciclo biogeochimico dell’azoto e del fosforo,
  5. l’utilizzo globale di acqua,
  6. i cambiamenti nell’utilizzo del suolo,
  7. la perdita di biodiversità,
  8. la diffusione dell’ aerosol atmosferico,
  9. l’inquinamento dovuto ai prodotti chimici antropogenici.

Sempre nel 2009, i climatologi stabilirono che già tre di questi limiti erano stati superati: troppa anidride carbonica immessa nell’atmosfera, troppo azoto sottratto all’atmosfera e biodiversità in declino.

L’ultimo limite superato

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science ci dice che abbiamo superato anche un altro limite: quello del cambiamento nell’utilizzo del suolo, attraverso una deforestazione selvaggia. Troppi alberi sono stati tagliati per uso agricolo.

I dati sono stati aggiornati grazie al lavoro di un team composto da 30 ricercatori che lavorano per 19 diverse realtà accademiche. Secondo quanto affermato, non solo abbiamo già superato i limiti di sopravvivenza del Pianeta di alcuni degli indicatori di salute della Terra (dalle 350 ppm di CO2 in atmosfera siamo passati a 400; dal tasso annuo di estinzione delle specie considerato “tollerabile”, che è 10, siamo arrivati a superare il 100 e così via), ma siamo vicini a superarne anche altri, come ad esempio il limite di consumo annuo di acqua dolce o il livello di acidificazione degli oceani.

Secondo Steve Carpenter, dell’Università del Wisconsin: “Abbiamo modificato i cicli dell’azoto e del fosforo enormemente più di qualsiasi altro elemento. L’aumento è nell’ordine del 200-300%. Per contro il carbonio è aumentato del 10-20% e guardate quale putiferio ha provocato nel clima”.

Valori, quelli dell’azoto e del fosforo, che vanno a incidere soprattutto sulla qualità dell’acqua. Valori, inoltre, che sono distribuiti in maniera disomogenea sul nostro Paese: in quantità esorbitanti nel Wisconsin e con gravi carenze in Africa.

L’incertezza oltre la soglia dei valori

All’interno dei limiti fissati dai climatologi, la popolazione può continuare a vivere. Ciò non significa che le soglie indicate sono come l’orlo di un baratro. Piuttosto che al di là di questa soglia c’è una condizione di incertezza, con condizioni a noi sconosciute.

Come spiega sempre Carpenter: “Sappiamo che l’umanità può farcela nelle condizioni dell’Olocene, perciò sembrerebbe saggio cercare di mantenerle”.


Se l’uomo vuole continuare a vivere, deve agire adesso

Will Steffen, primo firmatario dello studio, ha tenuto a sottolineare come questi non siano problemi del futuro, piuttosto questioni da affrontare con urgenza: “Quello che la scienza ha mostrato è che le attività umane – crescita economica, tecnologia, consumi – stanno destabilizzando l’ambiente. Non si tratta di problemi futuri ma attuali. Il boom economico dagli anni ‘50 e l’economia globalizzata hanno reso più veloce il processo di superamento dei “confini planetari”. Non è possibile prevedere esattamente quando l’umanità arriverà al punto critico, ma di questo passo la destabilizzazione del “sistema Terra” potrebbe avvenire in un periodo compreso tra alcuni decenni a un secolo”.

I confini sono come segnali di pericolo. Non vi è alcuna certezza che dopo la trasgressione dei limiti avverrà la catastrofe, nessuno sa cosa accadrà dopo, è molto probabile, però, che la Terra sarà molto meno ospitale per lo sviluppo di nuove società.

Anche la NASA ha intensificato la propria attività di osservazione satellitare della Terra, pubblicando un sito web dedicato interamente ai cambiamenti climatici. Visualizzati come su un monitor biomedico, nella home page vengono indicati cinque segni vitali del nostro pianeta, accompagnati da valori e variazioni: ghiacci artici e antartici, livello di CO2, livello del mare e temperatura globale.

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