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Un progetto contro la siccità: come trasformare la nebbia in acqua

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Come trasformare la nebbia in acqua: ecco il dispositivo anti-siccità

Un dispositivo in grado di trasformare la nebbia in acqua per combattere desertificazione e siccità, che colpiscono molte zone del pianeta. Si chiama Progetto Nebbia ed è totalmente eco sostenibile.

Viene dal Cile l’idea di un dispositivo che riesce a trasformare la nebbia in acqua. L’ha progettato Tomas Avila Garay, mosso dal problema della desertificazione che negli ultimi anni ha colpito il nord del paese sudamericano. Si chiama Progetto Nebbia, in cileno Proyecto Niebla, che Avila Garay ha presentato come tesi di laurea al Campus Creativo UNAB. L’idea è di risolvere il problema della siccità, sempre più pressante.

Infatti, secondo un rapporto dell’UNESCO, si calcola che circa 1,2 milioni di persone vivono in zone in cui l’acqua scarseggia. E si prevede che entro il 2030, continuando di questo passo con i cambiamenti climatici, il problema crescerà di circa il 40%.

Come funziona il Progetto Nebbia

L’invenzione consiste in una struttura tridimensionale fatta di collettori, in grado di catturare l’umidità dell’aria. Esistono già pannelli simili, ma questo è in grado di raccogliere l’acqua in misura tre volte maggiore. Le microscopiche goccioline, che il vapore acqueo trasporta, restano intrappolate all’interno della maglia che ricopre il dispositivo, che raccoglie l’acqua.

La maglia è molto economica e resistente, ed è facile da installare sul dispositivo. Infatti è una struttura molto semplice e alla portata di tutti. Niente a che vedere con i moderni ritrovati hi-tech. Una soluzione a basso costo, ma ad alto impatto in termini di risultati.

Le potenzialità del Progetto Nebbia

Come si legge sulla pagina Facebook dedicata al progetto, il dispositivo permette di raccogliere fino a 22 litri di acqua al giorno. Ovviamente le quantità variano al variare del clima. Il progetto trova diversi ambiti di applicazione.

In primo luogo può essere usato per soddisfare esigenze di tipo domestico. Infatti basterebbe collegarne una decina, per permettere l’autonomia idrica di una famiglia.






Può essere anche utilizzato in agricoltura, facilitando l’irrigazione nei luoghi più colpiti dalla siccità. Ma l’ideatore vorrebbe sperimentare la sua applicazione anche nell’industria mineraria, il cui processo produttivo dipende in grande misura dalle risorse idriche disponibili.

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