Home Ambiente Spiagge sommerse dai rifiuti: soprattutto plastica, cotton fioc e mozziconi

Spiagge sommerse dai rifiuti: soprattutto plastica, cotton fioc e mozziconi

506
0
CONDIVIDI

Qual è lo stato di salute delle spiagge italiane? Legambiente prova a dare una risposta nel suo rapporto Beach Litter 2016.

L’inciviltà lascia il segno, sempre: in cento metri di spiagge lineari si trovano 714 rifiuti. Abbandonati o spiaggiati, in ogni caso, arrivati lì a causa dell’incuria dell’uomo. Tre su quattro sono di plastica. È questo l’allarme lanciato dal rapporto Beach Litter 2016 di Legambiente, che con i suoi volontari ha battuto 47 lidi – un’area di 106mila metri quadrati, raccogliendo oltre 33mila rifiuti spiaggiati.

Ce n’è per tutti i gusti: mozziconi di sigarette, bottiglie varie, calcinacci, cotton fioc.

Anche quest’anno, comunque, si conferma regina indiscussa dei rifiuti sulle nostre spiagge la plastica: il 76,3% degli oggetti trovati è infatti composta da questo materiale. Seguono i mozziconi di sigaretta (7,9%), i rifiuti di carta (5,5%), il metallo (3,6%), vetro/ceramica (3,4%), legno (1,3%), rifiuti tessili (1,2%) e gomma (0,8%).

Da dove arrivano?

Ben il 30% dei rifiuti ritrovati è costituito da packaging, di cui il 26% da imballaggi e involucri alimentari e il 4% da packaging non alimentare (es. scatole e teli).

Al secondo posto troviamo i rifiuti da mancata depurazione, quasi 5000, e al terzo i rifiuti derivanti dal fumo. Più di 2000 i rifiuti legati al settore pesca con il 6% e con il 3% troviamo la categoria degli inerti e materiali da costruzione abbandonati in loco.

Si tratta soprattutto di oggetti piccoli ma pericolosi, con dimensioni inferiori ai 50 cm. Nella top ten:

  1. pezzi di plastica e polistirolo (22,3%),
  2. cotton fioc (13,2%) che provengono dagli scarichi del wc per un totale di 4412 pezzi
  3. mozziconi di sigaretta (7,9%): il 3% in più rispetto all’indagine del 2015.
  4. tappi e coperchi (plastica e metallo) 7,8%,
  5. bottiglie di plastica per bevande (7,5%),
  6. reti da pesca e acquacoltura (3,7%),
  7. stoviglie usa e getta di plastica (3,5%),
  8. materiale da costruzione (2,3%),
  9. bottiglie di vetro e pezzi (1,9%)
  10. bottiglie e contenitori di detergenti (1,8%).




Sono tutti rifiuti che fanno male all’ambiente, che intrappolano e uccidono uccelli, mammiferi marini e tartarughe.

Ma non solo. La plastica arriva anche sulle nostre tavole. La frammentazione graduale dei rifiuti genera milioni di micro particelle che si disperdono nell’ecosistema marino e costiero e vengono ingerite dai pesci. Attraverso la catena alimentare, noi consumiamo queste sostanze nocive.

Le condizioni peggiori sono state rilevate sulla spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino, in prossimità della foce del Tevere, dove si accumulano i rifiuti provenienti dal fiume. È qui che Legambiente ha trovato il più alto numero di rifiuti, dovuti in parte (67%) a una cattiva depurazione.

Male anche a Olivella nel comune di Santa Flavia (PA), con 1252 rifiuti in 100 metri di spiaggia, dove sono stati rinvenuti manufatti di cemento pericolanti. Reti di mitili e altri rifiuti riconducibili alla pesca sono stati rinvenuti invece a Canovella de Zoppoli a Duino Aurisina, Trieste, e nella spiaggia sul Mar Piccolo a Taranto, nei pressi del Parco Cimino.

A farla da padrone sulla spiaggia del Lido Venere di Agropoli, di Voltri, a Genova e di Mercatello a Salerno, invece, sono i mozziconi di sigaretta.

Ma quanto ci costa tutto questo?

Secondo uno studio commissionato dall’Unione Europea e realizzato da Arcadis, il marine litter costa all’Ue ben 476,8 milioni di euro l’anno. Purtroppo, questa cifra prende in considerazione solo i settori di turismo e pesca, e non è possibile quantificare l’impatto su tutti i settori economici. Sappiamo comunque che il costo totale stimato per la pulizia di tutte le spiagge dell’Unione Europea è pari a 411,75 milioni di Euro e l’impatto sul settore pesca è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro all’anno.

Al link trovate la mappa interattiva dei rifiuti, foto e infografiche spiaggia per spiaggia  http://www.legambiente.it/beachlitter/

(Foto: Legambiente)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here