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Xylella: l’Ue impone la strage degli ulivi in Puglia. Anche di quelli sani

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L’incubo Xylella si abbatte nuovamente sugli agricoltori pugliesi. La Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza che potrebbe imporre il taglio degli ulivi, anche di quelli sani.

Lo scorso 9 giugno, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza che conferma l’obbligo di abbattimento di tutti gli ulivi potenzialmente infetti da Xylella fastidiosa, il batterio che sta affliggendo la Puglia.

Bruxelles potrebbe imporre, continuando nei suoi ciechi diktat inerenti la questione del batterio, il taglio di tutti gli ulivi non solo malati, ma anche di quelli sani ricadenti nel raggio di cento metri dai primi.

La decisione, spiega Il Fatto Quotidiano, sembra fosse già nell’aria, vista la pronuncia, il 12 maggio scorso, dell’avvocato generale della Corte.

Una misura che, secondo l’Ue, sarebbe giustificata dal principio di precauzione.

Pur non essendo stato scientificamente dimostrato un nesso causale certo tra Xylella e disseccamento rapido dell’olivo, continua a spiegare il giornale, per la Corte “esiste una correlazione significativa tra tale batterio e la patologia di cui soffrono gli ulivi”. E questo basta per applicare il principio di precauzione che “può giustificare l’adozione di misure di protezione, come la rimozione delle piante infette, e ciò quand’anche sussistano incertezze scientifiche al riguardo”.

Trema quindi la Puglia, la regione che, più di tutte, ha subito le conseguenze dell’avanzata della Xylella e delle scelte dell’Europa.

Presto dunque potrebbe riaprirsi una nuova stagione di abbattimenti, dopo che il Tar Lazio aveva imposto la sospensione dei provvedimenti di eradicazione in attesa della pronuncia dei giudici, mettendo in dubbio la legittimità dei provvedimenti europei che disponevano l’abbattimento degli ulivi.

L’11 febbraio 2016, il Consiglio di Stato aveva accolto le richieste di sospensiva delle eradicazioni di piante ritenute infette da Xylella, presentate da 10 proprietari di uliveti in Provincia di Lecce.




Inoltre, facendo proprie le tesi del GIP presso il Tribunale di Lecce, il Consiglio aveva affermato che mancavano risultati univoci delle analisi sugli agenti patogeni responsabili della diffusione della malattia in questione.

Ora la questione tornerà all’esame del Tribunale amministrativo italiano che, alla luce di tale precisazione, dovrà rivalutare l’intera vicenda.

Dopo la sentenza della Corte europea che ha disposto l’abbattimento degli ulivi infetti da Xyella e di quelli sani nel raggio di cento metri, adesso, la Regione Puglia chiederà di “incontrare il governo italiano e successivamente di essere ricevuta dalle commissioni competenti della Unione europea. In contemporanea, chiederà di essere sentita dalla autorità giudiziaria di Lecce per comprendere qual è il significato che essi riconnettono alla sentenza, e se nel corso delle loro investigazioni siano emersi altri atti che consentano un migliore orientamento delle decisioni della Regione“. Queste le parole del governatore pugliese, Michele Emiliano, durante l’apertura dei lavori della task force sulla Xylella.

Come sottolinea Antonia Battaglia, su Micromega, purtroppo a nulla sono valsi i numerosissimi casi di piante di ulivo guarite e che hanno dato nuovi frutti.

Le prove sperimentali, a distanza di un anno dal loro inizio, parlano di successo, di rinascita degli alberi, afferma la giornalista. Raccontano una realtà diversa da quella che viene narrata nei pareri scientifici dietro i quali si muove la Commissione.

Perché non tenerne conto? Perché continuare solo a distruggere?

(Foto: Efsa)

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