Home Energia We bike la bici che permette di ricaricare lo smartphone pedalando

We bike la bici che permette di ricaricare lo smartphone pedalando

362
0
CONDIVIDI

Ricaricare il proprio smartphone o pc, pedalando e mantenendosi in forma. È questa l’esperienza che fanno i viaggiatori che passano per le sale d’attesa dello Schipol Airport di Amsterdam, l’aeroporto di Bruxelles, la stazione parigina di Montparnasse o ancora quella di Charles de Gaulle.

Il progetto che prende il nome di We-bike è nato dall’idea di due imprenditrici, Patricia Ceysens e Katarina Verhaegen, titolari dell’azienda belga We Watt. We-bike non è altro che una sorta di cyclette in grado di produrre fino a 30 watt di energia e che, in solo mezz’ora, consente di ricaricare del 100% il proprio dispositivo portatile.

We-bike, come abbiamo accennato prima, è stata installata in diversi aeroporti, stazioni e centri commerciali. Lì, nelle postazioni preposte, i consumatori o i viaggiatori possono usufruire di un sistema di ricarica insolito che funziona a “pedalate”.

L’idea ha in sé qualcosa di molto positivo, perché è innanzitutto uno stimolo per praticare attività fisica dopo essere stati per ore seduti in un aereo, ad esempio. In secondo luogo, risponde ai principi di sostenibilità, perché consente di ricaricare dei dispositivi utilizzando energia pulita.

Anche la stessa bicicletta è stata creata utilizzando materiali eco-compatibili, come ad esempio alluminio riciclato per la realizzazione del telaio, cuoio riciclato per il sedile e cedro riciclato per la parete laterale.

Basta sedersi e iniziare a pedalare. Contemporaneamente si può svolgere qualsiasi attività, come lavorare al computer, o sorseggiare un caffè, visto che lo sgabello munito di pedali è incorporato a un comodo tavolo. Un display interattivo mostra ai “ciclisti” quanta energia viene generata grazie alle loro pedalate.

L’idea in realtà ha visto la luce un paio di anni fa, durante le Olimpiadi di Londra del 2012, quando le stazioni di ricarica sono state installate e messe a disposizione degli atleti che partecipavano ai giochi.

Da lì il progetto ha iniziato a diffondersi anche ad alcuni aeroporti e stazioni ferroviarie, soprattutto in Belgio, Olanda e Francia. Speriamo che arrivi presto anche in Italia.

(Foto: We Watt)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here