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Warka Water: il progetto italiano che fornisce acqua alle popolazioni etiopi

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L’acqua è un bene prezioso, essenziale per la vita, che spesso diamo per scontato, ma tanto scontato, in effetti, non lo è. In tutto il mondo, oltre 750 milioni di persone non hanno accesso ad acqua sicura.

In Etiopia, ad esempio, piccole comunità isolate sugli altipiani sono costrette a fare i conti ogni giorno con l’assenza di acqua potabile, servizi igienici e spesso anche elettricità.

Per sopravvivere, le donne e i bambini devono percorrere miglia per raggiungere laghetti poco profondi, dove spesso l’acqua è contaminata da rifiuti umani e animali, parassiti e malattie.

Studi recenti evidenziano che solo il 34% della popolazione etiope ha accesso a un sistema di approvvigionamento dell’acqua migliore. Ciò implica che circa 60 milioni di persone non hanno acqua potabile.

Per migliorare questa situazione drammatica, un italiano, Arturo Vittori, ha progettato il Warka Water, una struttura in grado di produrre fino a 100 litri d’acqua al giorno, sfruttando l’umidità dell’atmosfera.

Una soluzione sostenibile, da un punto di vista ambientale, sociale e finanziario, che potrebbe risolvere un disagio che costa la vita a molte persone.

Il Warka Water è provvisto di una speciale rete, adoperata per catturare l’umidità dell’atmosfera e trasformarla in acqua potabile.

Il primo prototipo del progetto è stato installato in Etiopia, per dare da bere agli abitanti del villaggio di Dorze. Dopo una prima fase di test, attraverso una raccolta fondi online, questa sorta di “torre dell’acqua” ha visto la luce in Africa.


La struttura è alta circa dieci metri, pesa appena 60 chili ed è in grado di raccogliere la rugiada “potabile” basandosi sul principio della condensazione dell’aria, sfruttando l’escursione termica giorno-notte, in Africa molto accentuata. La rete di plastica che la costituisce serve a condensare l’acqua presente nell’aria, che viene raccolta in un secondo momento da un collettore.

La struttura è molto semplice da montare: richiede la partecipazione di 6 persone in appena 4 giorni senza bisogno di energia elettrica o complessi strumenti, il tutto ad un costo inferiore ai 1000 euro.

Uno degli obiettivi di Warka Water è di integrare anche le tecniche e gli strumenti locali di costruzione in modo da creare una comunità di costruttori che possano costruire nuove torri e curarne la manutenzione.

Se il Warka Water andasse in porto, diffondendosi e trovando altri investitori, sarebbe una vera rivoluzione che potrebbe rendere migliore la vita delle popolazioni locali.

Qualcuno potrebbe obiettare che la soluzione più ovvia per combattere la carenza d’acqua in queste zone, è quella di costruire dei pozzi. Il problema è che è comunque un’attività molto costosa che richiede investimenti e dispendio di soldi anche per la successiva manutenzione.

Vittori spera di avere due WarkaTowers erette in Etiopia nel 2015 e sta cercando finanziatori per costruire queste strutture in diverse parti della regione.

Per sostenere il progetto: http://www.warkawater.it/donate

(Foto: www.warkawater.it)

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