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Vuoto a rendere: è legge. Al via la sperimentazione in Italia

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Il vuoto a rendere diventa legge: al via nei prossimi mesi la sperimentazione per imballaggi contenenti birra e acqua minerale serviti al pubblico.

C’è voluto del tempo, veramente tanto considerata l’utilità del provvedimento, ma finalmente il vuoto a rendere è diventato legge.

Fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, la proposta era stata inserita all’interno del Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014.

Lo scorso 22 dicembre, dopo la votazione in seconda lettura alla Camera, è stato approvato in via definitiva, il disegno di Legge n. 2093-B. Il provvedimento è appunto ciò che rimane del vecchio “Collegato” alla legge di stabilità per il 2014, recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali“.

Diversi i provvedimenti presenti all’interno della legge, che introduce misure in materia di tutela della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche. Tra queste spicca, appunto, quella del vuoto a rendere.

Una pratica antica, che consiste nella restituzione ai negozi degli involucri di bibite, bottiglie e altri imballaggi, in cambio di sconti o punti.

Obiettivo del provvedimento è prevenire la produzione di rifiuti favorendo il riutilizzo degli imballaggi usati. I contenitori, inoltre, non diventando rifiuti, non sono sottoposti a differenziazione, ma solo a sterilizzazione. Un procedimento che richiede il 60% di energia in meno rispetto a quella necessaria per la creazione di un nuovo contenitore.

In genere, il vuoto a rendere funziona in questo modo: viene versata una cauzione al momento dell’acquisto di un prodotto come una bevanda o altro, contenuta in un imballaggio di vetro, alluminio o plastica. La cauzione viene poi restituita al consumatore nel momento in cui il contenitore viene restituito vuoto al venditore.




Un sistema che funziona benissimo in altri Paesi europei e che, diversi anni fa, era vigore anche in Italia, per poi essere abbandonato.

Per gli esercenti di bar e pubblici esercizi si tratta di un ritorno in via sperimentale e su base volontaria del singolo esercente, per dodici mesi.

Il sistema del vuoto a rendere su cauzione sarà applicato agli imballaggi contenenti birra e acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo.

Con regolamento verranno determinate le forme di incentivazione e le loro modalità di applicazione nonché i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggi. Si stima che la percentuale di resa al produttore sia molto alta, circa tra l’80 e il 90%. Il deposito cauzionale è infatti il mezzo più efficace per favorire la restituzione dei contenitori.

In base ai risultati ottenuti al termine della fase sperimentale si valuterà la possibilità di confermare ed estendere il sistema del vuoto a rendere ad altri tipi di prodotto nonché ad altre tipologie di consumo. Il tutto, previa consultazione delle categorie interessate.

(Foto: Steven Depolo)