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Valle Elvo Viva – Comunicato

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Volentieri pubblichiamo il comunicato dell’associazione Valle Elvo Viva che si batte per la difesa di uno dei bacini idrici da difendere in Italia, quello del Fiume Elvo, sotto attacco della speculazione economica che vorrebbe sottrarlo così all’uso e alla bellezza paesaggistica della comunità. Per questo avevamo pubblicato in ambientebio.it una petizione con una raccolta di firme che abbiamo aiutato a raccogliere e che ora l’associazione sta consegnando al Consiglio Regionale accompagnata da questo comunicato del 17 maggio 2012:

L’associazione Valle Elvo Viva ha depositato oggi presso il Consiglio Regionale del Piemonte le firme raccolte nei mesi scorsi contro il progetto del ‘passante idrico’, destinato a portare parte delle acque del torrente Elvo nel bacino dell’Ingagna attraverso un tunnel sotterraneo. Il plico contenente le firme a difesa dell’Elvo (3.000 raccolte sul territorio e oltre 2.000 pervenute via web da ogni parte d’Italia e perfino dall’estero) sono state consegnate personalmente da una delegazione dell’Associazione alla Presidenza del ConsiglioRegionale, alla presenza di tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari.

Dopo il saluto del Presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, che ha promesso l’attenzione del Consiglio per questo tema, hapreso la parola il Presidente di Valle Elvo Viva, Marco Garabello, che ha illustrato le ragioni della petizione. In particolare, Garabello ha ricordato come l’associazione Valle Elvo Viva, nata da circa un anno e mezzo per salvaguardare l’Elvo e ilsuo territorio dai ricorrenti attacchi speculativi, sia riuscita, con i suoi limitati mezzi, a sollevare su questo progetto l’attenzione prima dell’opinione pubblica, e poi degli amministratori locali e dei politici: recentemente infatti si sono espressi contro il ‘passante’ sia i sindaci dei Comuni interessati, sia la Comunità montana Valle Elvo, sia numerose forze politiche locali. Garabello ha poi mostrato alcune parti del ‘progetto definitivo’ presentato dal Consorzio di Bonifica della Baraggia e le ragioni che portano a ritenerlo inutile, estremamente dannoso dal punto di vista ambientale e incoerente dal punto di vista politico: l’idea di continuare a cementificare le valli per appropriarsi dell’acqua dei torrenti e garantire così, attraverso metodi di irrigazione ‘a pioggia’,un ulteriore sviluppo delle coltivazioni risicole appare – sostiene l’associazione – una concezione ormai superata e lontana da unmodello di sviluppo sostenibile basato su un utilizzo più razionale delle risorse.

Insomma, un’opera inutile, finanziata con denaro pubblico: 16.700.000 Euro che potrebbero essere meglio spesi per le numerose infrastrutture di cui le nostre vallate hanno necessità o per dare sollievo alle famiglie in difficoltà per la crisi economica.Uno spreco che, ha concluso Garabello, spinge ad interrogarsi più in generale sul ruolo dei Consorzio di Bonifica: enti che hanno oggi esaurito la propria funzione ma che continuano ad esistere e, soprattutto, vengono remunerati con una cospicua percentuale sui progetti che riescono a realizzare: un meccanismo perverso, che spinge alla continua cementificazione del nostro territorio con opere che non servono al territorio e che il territorio non vuole.

La richiesta di Valle Elvo Viva alla Regione è dunque quella di avviare al più presto l’iter per la stipulazione, anche per il torrente Elvo, del ‘Contratto di Fiume’, l’unico strumento che può consentire di armonizzare le esigenze delle realtà locali e di evitare ulterioricontinui attacchi ad uno dei corsi d’acqua più belli della nostra regione.


 

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