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Usa allarme arsenico nel riso

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E’ allarme arsenico nel riso negli Stati Uniti. A lanciarlo è uno studio dell’associazione Consumer Reports, che ha analizzato più di 200 campioni di una sessantina di prodotti, compresi gli alimenti per bambini. I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei campioni contiene la forma inorganica di arsenico, e quello integrale presenta livelli più alti. In Italia, l’associazione medici per l’ambiente lancia l’allarme: stop all’arsenico nell’acqua. Può causare gravissime malattie.

La contaminazione da arsenico può causare tumori della vescica, del polmone e della pelle. L’agenzia governativa Food and Drug Admnistration (Fda) sta lavorando a una proposta per limitare la quantità di quest’elemento chimico nel riso.

I dati dello studio trovano conferma nei primi risultati dei test condotti dagli esperti della Fda. Ma se Consumer Reports raccomanda di ridurre il consumo di riso, per la Fda non c’è motivo, al momento, di cambiare abitudini alimentari. L’agenzia ha intenzione di testare 1.000 campioni di riso, in aggiunta ai 200 già passati al microscopio, prima di emanare una raccomandazione al più tardi l’anno prossimo.

Il Governo Usa ha fissato dei limiti alla concentrazione di arsenico nell’acqua da bere, ma non esistono parametri negli alimenti. Infatti Consumer Reports ha condotto i test basandosi sui limiti previsti dalla legge americana per l’acqua potabile, 10 parti per miliardo. Ebbene, secondo i risultati, basta un quarto di tazza di alcuni tipi di riso analizzato e il consumatore potrebbe essere esposto a più del 50% di arsenico inorganico assumibile in un litro d’acqua in un giorno.

L’arsenico è un elemento chimico presente in natura nel terreno e nell’acqua: di conseguenza, se ne trovano tracce in molte piante e non solo nel riso, come ha precisato spesso in passato l’associazione di categoria dei produttori. Ma le piante di riso, indipendentemente dai metodi di coltivazione usati, ne assorbono di più perché crescono immerse nell’acqua, ‘succhiando’ l’arsenico, spiega Urvashi Rangan, tossicologa e direttore di Consumer Reports.

Per anni le associazione dei consumatori hanno invitato le autorità regolatorie ad agire individuando proprio nel riso uno dei maggiori alimenti a rischio di contaminazione. Proprio questa settimana l’Illinois ha sollecitato la Fda a limitare la concentrazione di arsenico inorganico nei prodotti per l’infanzia.

Ed è allarme arsenico anche in Italia. Interventi risolutivi e necessari per ridurre ed evitare da subito i gravi rischi determinati dall’assunzione cronica di acqua ed alimenti contenenti arsenico. E’ quello che chiede l’Associazione italiana medici per l’ambiente (Isde Italia) a pochi mesi dal termine ultimo del 31 dicembre 2012, indicato dalla Commissione Europea all’Italia per mettersi in regola.

“Servono impianti di dearsenificazione da realizzare presso ogni punto di captazione degli acquedotti comunali – osserva l’associazione – e nel frattempo l’utilizzo di forme alternative di approvvigionamento idrico, anche mediante autobotti, per tutta la popolazione e in particolare per le donne in gravidanza, i neonati, i bambini, i malati e le industrie alimentari”.

Secondo gli esperti “l’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, e’ indicata da una cospicua e rilevante documentazione medica anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche”.

“Ad oggi – avverte l’associazione – dobbiamo ancora e di nuovo constatare e denunciare, con grande preoccupazione, fatta salva qualche rara eccezione, un gravissimo ritardo e una quasi generalizzata incapacita’ delle istituzioni preposte ad affrontare e risolvere questo problema, insieme ad un costante ed irresponsabile tentativo di minimizzazione o addirittura di negazione della sua drammaticita’”.

 

Articolo originale “http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=169517

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