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Un premio alle donne che hanno il coraggio di combattere

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Assegnati i premi Aria, Acqua, Terra e Fuoco, della terza edizione del riconoscimento “Donne, Pace e Ambiente” dedicato a Wangari Maathai e rivolto alle donne italiane impegnate nella difesa della pace, dei diritti di genere e dell’ambiente.

Donne, pace e ambiente, Wangari Maathai” è un premio nato grazie all’associazione A sud e intitolato alla prima donna africana a ricevere il Nobel per la Pace nel 2004. Wangari Maathai, scomparsa nel settembre del 2011, ha lottato per oltre 30 anni in difesa dell’ambiente e delle donne, contribuendo in maniera significativa al percorso democratico del Kenia. Dunque un riconoscimento non da poco, arrivato alla sua terza edizione.

Anche quest’anno, sono stati distribuiti i premi, intitolati con i nomi dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. I riconoscimenti sono stati assegnati ad attiviste “impegnate in difesa dell’ambiente, della salute e dei diritti”.

Ecco come sono stati distribuiti i premi.

Il premio Aria è stato assegnato al movimento “Passeggino Rosso”, nato a Brindisi col fine di evidenziare il rapporto di causa effetto tra attività industriali diffuse sul territorio cittadino, inquinamento ambientale ed emergenza sanitaria.

Il premio Acqua è stato dato al Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio nato nell’ambito del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Il premio Fuoco è stato vinto invece alle Donne Campane contro il Biocidio, per il ruolo ricoperto nel costruire una coalizione sociale per la tutela ambientale e la tutela del diritto alla salute in Campania. Il premio è stato condiviso da 4 realtà sociali: presidio permanente contro la discarica di Chiaiano, Comitato No Inceneritore di Giugliano, Comitato Donne 29 agosto di Acerra e Mamme Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi.

Il premio Terra è andato invece alle donne del Presidio permanente braccianti di Castelnuovo Scrivia, che si occupa di accogliere ogni anno i migranti stranieri che lavorano nei campi in aziende agricole.

Giulia Dakli dell’associazione A Sud ha spiegato così il senso del progetto: “Lo scopo di questo premio è quello di dare il giusto riconoscimento, anche a livello istituzionale, di battaglie che spesso restano nel silenzio o che vengono suddivise tra quelle di genere e quelle per l’ambiente, mentre in prima linea ci sono sempre più spesso le donne, proprio per il loro maggiore coinvolgimento legato ai rischi per la salute durante la gravidanza o sui loro bambini. Crediamo che non debbano essere lasciate sole, visto che il loro impegno le rende esposte e a rischio di ritorsioni”.

Ecco invece la frase detta da Wangari Maathai, quando ricevette il Nobel per la pace, ve la lasciamo qui come invito a riflettere: “Non ci può essere pace senza sviluppo sostenibile e non ci può essere sviluppo senza uno sfruttamento sostenibile dell’ambiente”.

Fonte

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(Foto: asud.net)

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