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Ue, accordo Ogm: saranno gli Stati membri a decidere se bandirli

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Via libera finale del Parlamento Europeo alle nuove regole Ue che danno libertà agli Stati membri di limitare o vietare gli Ogm sul proprio territorio nazionale, indipendentemente dal fatto che siano stati approvati da Bruxelles.

Lo scorso 13 gennaio, infatti, l’Assemblea di Strasburgo ha espresso il suo voto finale al testo di compromesso raggiunto circa un mese fa sulla coltivazione di Ogm. Ora, mancano solo l’imprimatur del Consiglio e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Ue. Dopo di che, in primavera, toccherà ad ogni Paese recepire le nuove regole.

La fase finale dell’accordo ha finalmente definito un quadro chiaro su una materia che, da 15 anni, è stata oggetto di dibattiti, contenziosi e contrasti. Come spiega Il Sole 24 Ore: “Secondo la precedente normativa un singolo stato membro non poteva rifiutarsi di coltivare semi Ogm che fossero stati autorizzati da Bruxelles. D’ora in avanti invece la decisione definitiva spetta al singolo paese che dovrà portare a sostengo del proprio stop motivazioni di carattere economico e agricolo”. 

divieto ogm

Il giornale evidenzia inoltre alcune migliorie apportate alla legge, rispetto al testo approvato in prima lettura dal Consiglio Ue. In primo luogo, è stato deciso che le valutazioni sui rischi ambientali e sanitari dovranno essere aggiornate ogni due anni per tener conto del progresso scientifico e del principio di precauzione. In secondo luogo, è stato stabilito che non è più obbligatorio il negoziato fra gli Stati membri e le imprese produttrici di Ogm, per giungere all’esclusione dei territori per i quali una multinazionale intende invece chiedere l’autorizzazione europea alla coltivazione (gli Stati membri possono passare direttamente al divieto se si verificano le condizioni previste dalla direttiva); infine, i Paesi, prima di introdurre il divieto di coltivazione, dovranno comunicare il relativo provvedimento alla Commissione europea ed attendere 75 giorni per il parere. Periodo in cui gli agricoltori non potranno comunque procedere alla semina dei prodotti interessati.

Parere positivo al provvedimento è stato espresso dalle organizzazioni ambientaliste e dal presidente della Coldiretti, Moncalvo, che ha ribadito come il 76% dei cittadini italiani sia contrario alla coltivazione di Ogm.

Anche se non è perfetta, questa nuova legge consente ai governi di chiudere la porta alle coltivazioni biotech in Europa e di far andare l’agricoltura in una direzione più sostenibile”, queste le parole di Mute Schimpf, dell’organizzazione ambientalista Friends of the Earth Europe.

Quello sulla coltivazione di Ogm nell’Unione europea è un dibattito che accende gli animi degli interlocutori da almeno 15 anni. Attualmente, sono otto i Paesi Ue, oltre l’Italia, che hanno completamente bandito la coltivazione del mais MON810. Sempre in Europa, invece, sono cinque Paesi, su ventotto, a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania. L’attuale accordo arriva dopo quattro anni di negoziati.

(Foto in evidenza: cache.20minutes; foto interna: bbj.hu)

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