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Erri De Luca: la Tap opera di prepotenza pubblica: “Giusto sabotarla”

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«La Tap è una prepotenza pubblica e di fronte all’unanimità della popolazione che si oppone alla realizzazione, all’unanimità dei comuni interessati io credo che la vostra Tap vada sabotata».

Sono queste le parole di fuoco dello scrittore Erri De Luca. Pronunciate durante in incontro tenutosi con gli studenti del liceo classico e musicale Palmieri di Lecce e organizzato dall’associazione Up, hanno scaldato gli animi e sostenuto la voce di chi protesta contro questa opera monumentale.

Il nuovo gasdotto che attraverserà Grecia e Albania per arrivare in Italia, è un’opera che ha suscitato non poche preoccupazioni tra gli abitanti pugliesi e che vede la netta contrapposizione dello scrittore, già apertamente schieratosi in passato contro la costruzione della Tav.

Tap: il progetto del gasdotto che arriverà in Puglia

Tap è un acronimo che sta per Trans Adriatic Pipeline. Si tratta di un gasdotto che, partendo dalla frontiera greco-turca, e attraversando Grecia e Albania, permetterà l’afflusso di gas naturale proveniente dal Mar Caspio (Azerbaigian) in Italia e quindi in Europa. Il punto di approdo è previsto nel comune di Melendugno, in prossimità di San Foca.

I lavori per la sua realizzazione sono già iniziati. La condotta sottomarina passerà sotto la costa attraverso un tunnel. La condotta misurerà circa 25 km, mentre il tratto sulla terraferma sarà di 8 km. Il tunnel sarà scavato da terra a una profondità di 25 metri.

Il Terminale di Ricezione (PRT – Pipeline Receiving Terminal) costituirà il centro di supervisione e controllo dell’intero gasdotto TAP.

L’intervento di Erri De Luca

La Tap è un’opera che nessuno vuole. Un’opera che ha portato a diversi episodi di tensione in Salento, soprattutto a causa della “militarizzazione” del territorio da parte delle autorità.

Un concetto ripreso da Erri De Luca che, durante la sua visita presso un liceo leccese a pochi chilometri da Melendugno, ha evidenziato l’importanza di opporsi alla sua realizzazione.

De Luca ha definito infatti l’opera una “prepotenza pubblica” che andrebbe “sabotata”. Lo ha fatto, adoperando quella stessa espressione usata nei confronti della Tav Torino-Lione. Opera per la quale, ricordiamo, lo scrittore è stato imputato in un processo a Torino. Accuse cadute al termine del procedimento. Episodio che è stato ricordato allo stesso Erri De Luca agli studenti:

«Sabotare: io sono un esperto di questa parola. Sono stato incriminato e assolto perché il fatto non sussiste, perché la parola sabotare non istiga violenza».

Le proteste dei cittadini

Ciò che ha suscitato ultimamente le proteste della popolazione leccese è stata l’estensione a metà novembre della “zona rossa” attorno al cantiere, in concomitanza con la ripresa dei lavori. La presenza di check point per accedere all’area che genera problemi soprattutto a chi risiede nelle zone limitrofe o deve raggiungere il posto per lavorare nei campi. Si parla di 650 agenti a presidiare l’area, per costi extra che si aggirano intorno ai 50 e gli 80 mila euro ogni giorno.

La situazione si è esacerbata anche in conseguenza della rottura del fronte dei sindaci contrari alla Tap. Dopo la promessa del ministero di riversare sulla regione 55 milioni di euro in compensazioni, oltre 30 primi cittadini si sono detti disponibili ad aprire trattative con l’azienda che sta eseguendo i lavori. Cosa che ha portato il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, ad attaccare duramente il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti:




«Non sarò mai ad un tavolo con De Vincenti, che tenta di creare consenso su Tap a San Foca, ciò che nessuno vuole. Rischia di sembrare un lobbista più che un ministro, se non la smette immediatamente con questi patetici tentativi di comprare un consenso che non avrà mai».

 

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