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Smart City? In Italia ci siamo quasi

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Da alcuni anni il tema della riduzione dell’impatto ambientale è divenuto via via più sentito e percepito, oltre che dall’utente medio, anche dalle imprese che operano nell’edilizia.

Il termine “smart city” è stato forse coniato per l’occorrenza, senza che però abbia una effettiva traduzione univoca nella pratica. L’applicazione di nuove tecnologie di tipo avanzato viaggia su un’ottica trasversale: è necessario infatti ampliare più che mai lo spettro d’azione su tutti gli ambiti che toccano l’industria e l’edilizia. L’obiettivo è ovviamente sempre quello di ottenere strutture, edifici e città interamente “ecosostenibili”, dove il dispendio di energia atto al mantenimento è ridotto al minimo, così come il costo per l’ambiente stesso.  La tecnologia, in questo ambito, svolge un ruolo predominante: si tratta infatti del primo passo per creare una città intelligente fondata sull’industria elettronica ed elettrotecnica. Per quale motivo? Poiché trasporti, mobilità e automazioni si basano proprio su questi settori industriali. La XII Giornata della Ricerca “Progettare le Smart City: fornitori di tecnologie e stakeholder a confronto per costruire le città del futuro” si è svolta a Milano presso la sede di Anie Confindustria con la presenza di molti rappresentanti delle PA nazionali e locali. Sull’onda di questi movimenti e decisioni l’Italia sembra cambiare (e migliorare) il proprio approccio mostrando già qualche esempio illustre.

Genova, per esempio, è stata certamente fra i primi centri urbani a partire aggiudicandosi ben tre bandi europei, totalizzando circa 6 milioni di euro, all’inizio del 2012. Grazie a ciò verranno creati nei prossimi 5 anni dei sistemi di riscaldamento innovativi, migliorie per quanto riguarda le tecniche costruttive di nuovi edifici e modelli di pianificazione. L’obiettivo è semplice quanto lungimirante: abbattere drasticamente di circa un quarto le emissioni cittadine entro l’anno 2020.

Milano stessa ha messo in pole position logistica, energia e infomobilità per quanto riguarda il proprio obiettivo in vista dell’Expo 2015. Una delle grandi idee è stata quella di creare un sistema di distribuzione dei medicinali alle farmacie per mezzo di veicoli elettrici. Infine un altro esempio da citare è quello di Ecocittà Porto Potenza Picena, a 150 metri dal mare e atto a valorizzare un’area industriale lasciata a se stessa. Ora quest’area ospita edifici commerciali, residenziali e una vasta area attrezzata: il tutto costruito secondo rigorosi canoni di rispetto per l’ambiente e la conservazione consapevole dell’energia. È un bene sapere che l’Italia sta finalmente muovendosi verso una direzione saggia e prudente. Sia per quanto riguarda il portafoglio di chi abiterà questi appartamenti, in quanto consumeranno meno, sia per la conservazione dell’ecosistema e il rispetto della biodiversità.

Alessandro Pasotti

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