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Salviamo il futuro delle rinnovabili

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Questa mattina a Roma sotto lo slogan “Salviamo il futuro delle rinnovabili” si è svolta la manifestazione delle imprese del settore delle rinnovabili, delle associazioni di categoria e ambientaliste e dei sindacati.

Il mondo delle rinnovabili scende in piazza per chiedere che le energie verdi siano al centro del futuro energetico dell’Italia, e per protestare contro i decreti – recentemente presentati dal Governo – sul Quinto Conto energia e sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, che rischiano di bloccare il settore. Chi protesta lamenta l’assenza di una seria analisi dei costi-benefici delle rinnovabili e il fatto che i due decreti siano stati predisposti dai ministeri senza un confronto trasparente con il mondo delle imprese.

Gli Stati Generali delle rinnovabili e dell’efficienza energetica

Sempre oggi 18 aprile si svolgerà a Roma il 2° incontro degli “Stati Generali delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica”: un nuovo confronto – dopo quello del 2 aprile scorso – fra le Associazioni, i rappresentanti delle Regioni e i Ministeri di riferimento (Ambiente, Sviluppo economico e Politiche agricole), organizzato dal coordinamento del Tavolo di lavoro costituito da ISES Italia e Kyoto Club, con l’obiettivo di evidenziare alle istituzioni le principali criticità presenti nei decreti sulle rinnovabili elettriche e termiche (quest’ultimo non ancora presentato) e nel quinto conto energia fotovoltaico. Lo scopo è anche di presentare alcune proposte di modifica dei decreti che nei prossimi giorni verranno esaminati dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni.

Le associazioni di settore che hanno aderito agli “Stati Generali” sono: Aes (Azione Energia Solare), AgroenergiaAiel (Associazione Italiana Energie Agroforestali), Anest(Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica), Anev (Associazione Nazionale Energia dal Vento), Anima (Assotermica, Co.Aer, Italcogen, Climgas), Anie-Gifi (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), Anter (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili), Aper (Associazioni Produttori Energia da Fonti Rinnovabili),Ascomac – CogenaAssieme (Associazione Italiana Energia Mini Eolico), Asso Energie FutureAssolterm (Associazione Italiana Solare Termico), Assosolare(Associazione Nazionale dell’industria Solare Fotovoltaica), Ater (Associazione Tecnici Energie Rinnovabili), Cib (Consorzio Italiano Biogas), Comitato Ifi (Industrie Fotovoltaiche Italiane), Cpem (Consorzio dei Produttori di Energia da Minieolico),Federpern (Federazione Produttori Idroelettrici), Fiper (Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili), Fire (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), Giga (Gruppo Informale per la Geotermia e l’Ambiente), Ises ItaliaItabia(Associazione Italiana Biomasse), Kyoto Club. Sostengono inoltre l’iniziativa Greenpeace, Legambiente, WWF Italia.

Clini: semplificare ma senza ridurre le tutele

Uno dei punti contestati dalle associazioni di categoria riguarda l’obbligo di iscrizione al registro anche per gli impianti di piccola taglia (dai 12 kW per gli impianti fotovoltaici e dai 50 kW per gli altri impianti), giudicato un appesantimento burocratico che rischia di bloccare gli investimenti.

Su questo punto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha precisato che i ministeri intendono lavorare insieme alle Regioni per introdurre delle semplificazioni burocratiche. “Stiamo facendo un lavoro nel quale credo che le regioni avranno un ruolo molto importante, proprio per chiudere questa partita: tutto quello che possiamo fare per la semplificazione lo stiamo facendo”, ha assicurato Clini. Tuttavia, ha precisato il ministro, la semplificazione “deve corrispondere a degli obiettivi, e cioè se la semplificazione dovesse significare aumento delle superfici agricole destinate ai pannelli fotovoltaici”, la risposta “è no, abbiamo già escluso questa possibilità”. Ancora, “se semplificazione vuol dire superare i vincoli ambientali o paesaggistici per l’inserimento di alcune forme di rinnovabili come l’eolico, in alcune zone di pregio, evidentemente è no”, ha aggiunto Clini.

“Se la semplificazione vuol dire accelerare al massimo e rendere facile l’utilizzazione integrata delle tecnologie per il solare fotovoltaico nell’edilizia, oppure in attività industriali, sì assolutamente”. Il ministro dell’Ambiente è favorevole anche alla promozione degli impianti a biomasse a chilometri zero. Va facilitato secondo Clini “l’utilizzo di biomasse per la produzione energetica o di biocarburanti nell’ambito di un’economia locale, perciò la filiera corta intesa come valorizzazione locale delle risorse, anche per la chiusura del ciclo economico a livello locale”.

 

 

tratto da “larepubblica”

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